Trasporti
IL G7 DEGLI ESTERI»PREPARATIVI E POLEMICHE
LUCCA. «Ma quale vetrina per la città? Il G7 significherà per Lucca solo una lunga sfilata di serrande chiuse». La rabbia di Oretta Torrigiani Rivetti che lavora in via San Paolino nel negozio di...
LUCCA. «Ma quale vetrina per la città? Il G7 significherà per Lucca solo una lunga sfilata di serrande chiuse». La rabbia di Oretta Torrigiani Rivetti che lavora in via San Paolino nel negozio di abbigliamento Ginger di proprietà della figlia, si accende ad ogni parola di più. La diffusione del piano adottato per il 10 e per l'11 aprile in occasione del summit dei sette ministri degli esteri, infatti, con le tre aree interdette in centro storico, porta con sé una lunga scia di polemiche da parte dei commercianti, molti dei quali decideranno nei prossimi giorni se, in quell'occasione, tenere i negozi aperti oppure no. «Lucca verrà blindata - continua Oretta Torrigiani Rivetti - per chi dovrei lavorare? Nessuno verrà a comprare un vestito in quelle date e la città sarà penalizzata».
La sua attività infatti è collocata nell'area azzurra - i colori sono stati attribuiti per distinguere il periodo di permanenza delle restrizioni - quella più estesa e più a lungo interessata dai divieti. «Aspetteremo di vedere come lavoreremo domenica - afferma Tatiana Bassetti del bar Turandot in piazza S. Michele - poi decideremo per lunedì e martedì. Certamente, avremmo avuto bisogno di maggior collaborazione fra commercianti e istituzioni».
Una sensazione diffusa che sembra accrescere i malumori della gente. «Sarà un bel danno - sostiene anche Ria Schellekens del Caffè Casali -. Ho del personale nuovo che comincerà la stagione: dovrò lasciarlo a casa per due giorni già la prima settimana?». Ferma restando l'apertura dell'attività per domenica 9 aprile, infatti, il dubbio rimane per il lunedì e per il martedì. «Non abbiamo ancora deciso - prosegue - ma certamente la città verrà svuotata se potranno entrare solo i residenti per tornare a casa e i professionisti per andare a lavoro».
Tanta preoccupazione, ma anche confusione e incertezza. In diversi, infatti, confessano di aver bisogno di chiarimenti. È il caso di Sauro Rossi dell'edicola Brancoli che si recherà in questura per avere delucidazioni. «Vendo quotidiani e vorrei restare aperto in quelle date, se potranno consegnarmeli. Il G7 sarà anche una promozione per la città, ma con i soldi che ognuno di noi ci rimette, avremmo potuto farne altrettanta». L'argomento, certo, è sulla bocca di tutti, tanto che molti commercianti si incontrano per scambiarsi opinioni. Fra il serio e il faceto, per il 10 e l'11 aprile, Sauro Rossi ha prenotato un tavolo alla Pasticceria Taddeucci per ritrovarsi a giocare a carte con i colleghi qualora la città dovesse risultare deserta. «È un momento sbagliatissimo per fare il G7 - aggiungono proprio dal Taddeucci -. È la settimana santa. Inoltre, noi realizziamo prodotti freschi che, il giorno dopo, non vanno più bene». Per lo stesso motivo, il panificio Giusti, il sabato sera abbasserà la saracinesca - la domenica è giorno di riposo - per alzarla di nuovo il mercoledì mattina. «Non sapendo quanto pane preparare - spiega Luca Nardi - ci prendiamo due giorni di vacanza».
Ma fra loro c'è anche chi, come Piero Pacini de I gelati di Piero in via Roma, considera il summit un investimento per il futuro. «Il commercio in quei giorni sarà fermo, ma gli occhi di tutto il mondo saranno puntati su Lucca che potrà farsi conoscere. Dobbiamo cogliere le potenzialità di questa occasione». Nelle zone off-limits sono comprese anche quattro farmacie. Fra queste, la Angeli che resterà aperta. «Non è semplice per noi chiudere - spiega la titolare Daniela Clerici -: dobbiamo avanzare una domanda scritta che io non farò». Anche nella zona verde, la più piccola per estensione e interessata dai divieti solo lunedì 10, intorno a San Martino, i proprietari delle attività sono però scettici. Fra questi, Alberto Guidi dell'11 11 in piazza Antelminelli che, insieme ai soci, chiuderà l'esercizio anche martedì, approfittando del lunedì come giorno di riposo. «Perché non hanno scelto una location fuori dal centro? E perché l'incontro avviene nella settimana di Pasqua?». Anche il vicino Caffè del Duomo abbasserà la saracinesca per il summit. «Chi me lo fa fare di venire per due caffè? - afferma Rodolfo Del Cittadino da piazza San Giovanni -. Non ha senso, con le gite deviate e la città bloccata». I dubbi non svaniscono nemmeno fra i commercianti compresi nell'area gialla, quella che verrà limitata a martedì. Fra loro c'è Marco Indragoli dell'edicola Il giornalaio in piazza San Francesco che pensa di aprire per poi, eventualmente, chiudere sul momento. «L'unico modo per tamponare i disagi è farci sapere come comportarci - sostiene Gianita Pagliai dell'omonimo alimentari che, dalle mappe della prefettura, si trova però subito fuori dalla zona gialla -. Se mi faranno lavorare, lo farò, ma voglio più chiarezza. La domanda è: il residente che abita in via della Fratta, vicinissimo all'area gialla, può, esibendo un documento, entrare per fare acquisti nel tratto soggetto a limitazioni che inizia a un passo dalla sua porta?". Una preoccupazione, quella dello spazio interdetto ai clienti, che non trova conforto nelle parole dell'assessore Francesco Raspini. «Un residente può accedere ad una delle aree di sicurezza solo dimostrando di abitare in quella determinata area della città. Ovvero l'ingresso nel perimetro giallo, è consentito solo a chi vive nel settore giallo. E così per le altre due zone».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
