Il Tirreno

Lucca

Quarantenne accusato di molestie sessuali su una bimba di 14 anni

Un'aula di tribunale (foto d'archivio)
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Un'aula di tribunale (foto d'archivio)

Insospettabile quarantenne della Piana lucchese accusato di aver abusato della piccola in assenza dei genitori: il sostituto procuratore ne chiede il rinvio a giudizio

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LUCCA. Ancora un episodio di violenza su una bambina minore di 14 anni da parte di una persona vicina alla famiglia. Nei confronti di un insospettabile ultra quarantenne il sostituto procuratore Sara Polino ha chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di violenza sessuale, con l’aggravante di aver agito nei confronti di una minore dei 14 anni a cui era stata affidata temporaneamente in custodia.

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L’indagato nega l’addebito, ma in seguito alla denuncia sporta nei suoi confronti da parte dei genitori della bambina si è tenuto in passato l’incidente probatorio nel corso del quale è stata assunta la testimonianza della minorenne, anche attraverso una perizia psicologica di fronte ai consulenti di parte. La vittima della violenza ha sostanzialmente confermato le accuse mosse subito dopo i fatti quando si era confidata con i genitori al loro rientro a casa. Per la procura della Repubblica l’attendibilità del racconto della piccola, che frequenta le scuole medie, non è da mettere in discussione e quindi tra aprile e maggio verrà fissata la data dell’udienza di fronte al gup.

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I fatti. L’episodio contestato è uno solo. Avvenuto nella casa della vittima situata nella Piana, in assenza del papà e della mamma, in un periodo festivo di tre anni fa. Quell’uomo che i genitori della bambina ritenevano una persona amica sarebbe rimasto da solo con la piccina e in quel frangente avrebbe compiuto atti sessuali approfittando delle circostanze del luogo e della persona impossibilitata a difendersi.

Denuncia immediata. Ma quando i genitori, entrambi dipendenti di aziende private, rientrarono in casa e quell’uomo se ne era andato, la bambina è scoppiata in lacrime confidando che era avvenuto. Da lì è scattata la denuncia della famiglia che non chiede vendetta, ma soltanto giustizia.

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