Sicurezza
Pedone travolto e ucciso, patteggia 11 mesi
Lucca: perito informatico di Arliano morì dopo sette giorni di agonia travolto da una Bmw sulla via Sarzanese
LUCCA. Un anno e mezzo fa - era il 19 ottobre 2015 - uscì dalla sua abitazione di Arliano, dove viveva con la madre, per andare a lavorare alla Vodafone a Pisa. Prima però dal bed & breakfast che si affaccia sulla via Sarzanese preso in gestione da qualche anno. Daniele Lombardi, 39 anni, un diploma di perito informatico nel curriculum, quel giorno non fece più rientro a casa. Parcheggiata la macchina proprio sotto la porta d'ingresso del «B&B» scese dall’auto e attraversò via Puccini. Ma non fece in tempo a trovarsi dall’altra parte della carreggiata che una Bmw bianca lo travolse caricandolo sul cofano per poi scaraventarlo sull’asfalto. Nell’impatto il perito informatico batte la testa e perde conoscenza. Le sue condizioni sono disperate e il ricovero all’ospedale Cisanello di Pisa alla fine risulterà inutile. Sottoposto a un delicato intervento chirurgico alla testa resterà in coma per sette giorni sino a quando il suo cuore - il 26 ottobre 2015 - non cesserà di battere lasciando nello sconforto la madre Luciana, i fratelli Dario e Roberto e tutti quelli che l’avevano conosciuto. Il magistrato di turno, sostituto procuratore Lucia Rugani, a quel punto iscrisse nel registro degli indagati il conducente della Bmw bianca.
Si trattava di Maurizio Marsili, 57 anni, nato a Firenze e domiciliato a Reggello. L’automobilista, che si fermò subito a prestare soccorso e che non era in stato di alterazione psicofisica, venne indagato con l’accusa di omicidio colposo. La polizia municipale, che effettuò i rilievi di legge, riscontrò che il conducente della berlina, che procedeva in direzione Ponte San Pietro verso Massarosa, si era trovato davanti il pedone senza accorgersi della sua presenza e lo aveva travolto senza riuscire a frenare per tempo per evitare l’impatto.
La sentenza. Di fronte al giudice dell’udienza preliminare l’automobilista fiorentino, visibilmente scosso nonostante siano trascorsi 18 mesi da quella tragedia, ha chiesto e ottenuto il patteggiamento della pena a undici mesi di reclusione con i benefici di legge e ad otto mesi di sospensione della patente. Per quanto riguarda il risarcimento del danno, la compagnia assicurativa ha parzialmente adempiuto e adesso sarà una causa civile a stabilire quanto spetterà ai familiari e ai congiunti del perito informatico tragicamente scomparso.
Daniele vive in altre persone. Una ragazzo splendido Daniele: aveva espresso più volte a parenti e amici la volontà, nel caso gli fosse accaduto qualcosa di irreparabile, di donare gli organi.
Un gesto d'amore verso il prossimo, per un ragazzo che ha lasciato nella vita di chi lo ha conosciuto un'impronta non comune.
Luca Tronchetti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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