Il Tirreno

Lucca

IL CASO DI PORCARI

«Indagini a carico del Comune»

«Indagini a carico del Comune»

L’assessore Fanucchi sulle difficoltà di rispettare l’obbligo di controllo

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LUCCA. La coperta è sempre troppo corta. E quando le risorse per la prevenzione di danni provocati dai terremoti finiscono in qualche zona, ovviamente, vengono dirottati in quelle più a rischio, la 1 e la 2. Gli altri Comuni, pur dovendo assolvere all’obbligo dei controlli, sono praticamente costretti a spendere le proprie risorse, sempre più ridotte al lumicino. C’è chi, però, non ci sta e fa capire come anche nelle zone meno a rischio terremoti, fare prevenzione sia fondamentale. Un caso per tutti è quello di Porcari, dove il Comune ha speso dal 2011 ad oggi oltre un milione di euro tra indagini, verifiche e progetti di adeguamento dei vari edifici pubblici.

«Siamo una mosca bianca rispetto a molti altri Comuni, abbiamo speso soldi nostri senza avere nessuna risorsa da Stato o Regione - spiega Franco Fanucchi, assessore con delega a lavori pubblici ed edilizia scolastica -. Solo per le verifiche abbiamo investito oltre 175mila euro, sapendo che la gran parte di queste avrebbero dato esito negativo».

Su dieci strutture tra municipio, scuole e centro anziani soltanto due, la tribuna coperta dello stadio comunale e la scuola materna “Giometti” hanno dato esito positivo. «Noi ci siamo presi il rischio cominciando, seppur a fatica, un percorso di prevenzione serio - dice l’assessore -. Il tutto in una sorta di paradosso: ci viene chiesto di fare le verifiche ma poi non abbiamo i trasferimenti di risorse per effettuare gli interventi. Noi abbiamo fatto una scelta precisa, quella di partire dalle scuole. Per il municipio, infatti, abbiamo sospeso l’incarico di progettazione, mentre abbiamo concluso un primo intervento di 480.416 euro per le medie “Pea” e il secondo, da 353.500 euro, inizierà questa estate».

L’appello di Fanucchi, però, è allo Stato e contemporaneamente ai Comuni nella zona a rischio 3 come Porcari. «Stare in zona 3 significa che le possibilità di terremoti forti sono più rare, ma non che non esistano - conclude -. Per questo credo che i Comuni virtuosi che hanno investito soldi in indagini e interventi dovrebbero essere supportati a livello nazionale».(a.b.)

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