Il dolore
Il Teatro del Giglio cerca sessanta maschere
Lucca: il bando si chiuderà il 3 maggio ed è rivolto a persone senza lavoro fra i 18 e i 40 anni. La graduatoria sarà utilizzata a partire dalla stagione che si aprirà a ottobre
LUCCA. Il Teatro del Giglio cerca nuove maschere. Per l’esattezza, ne cerca sessanta, per rimpinguare la graduatoria attuale, stilata nel 2011 e ormai esaurita. I dettagli della selezione sono stati resi noti con la pubblicazione del bando sul sito internet del teatro (www.teatrodelgiglio.it). Il tipo di contratto previsto - secondo gli accordi vigenti per i teatri pubblici - è quello a tempo determinato “a prestazione”: ciò significa che la maschera viene pagata per ogni giornata di lavoro che effettivamente sostiene. La data limite per la presentazione delle domande sarà il 3 maggio.
Possono partecipare persone inoccupate o disoccupate di età compresa fra i 18 e i 40 anni. Nel caso che le domande siano superiori a 150 ci potrà essere una prova preselettiva. Successivamente ci sarà una valutazione dei titoli, a cominciare dal voto di maturità e dalle precedenti esperienze lavorative nel settore. Gli 80 meglio piazzati saranno quindi invitati a una prova di selezione basate su cultura generale, conoscenze in materia di spettacolo e organizzazione culturale, capacità comunicative e relazionali, attitudini allo svolgimento delle mansioni di maschera teatrale e conoscenza della lingua inglese.
La commissione valutatrice stilerà, alla fine, la lista dei 60 migliori che potranno essere chiamati a partire dall’inizio della stagione teatrale 2017-2018, indicativamente quindi dal primo del prossimo mese di ottobre.
«È importante specificare - spiega Manrico Ferrucci, direttore generale del Teatro del Giglio - che si tratta di una graduatoria integrativa di quella attuale e, per non ingenerare false speranze, che non è che chi vi entra comincerà subito a lavorare».
Con questo bando viene a cadere l’ipotesi sull’esternalizzazione del servizio di maschera, osteggiato dai sindacati. Un’ipotesi che avrebbe forse portato vantaggi sul piano economico, ma che non avrebbe consentito di far crescere professionalmente i giovani che entreranno in graduatoria con la selezione che parte oggi.
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