Il dolore
Il contro vertice chiama precari e migranti
L’8 e il 9 aprile incontri al Foro Boario, lunedì la manifestazione che si snoderà per le vie del centro
LUCCA. «Vorremmo che la protesta contro il G7 si caricasse di tutto quel disagio che il paese vive ogni giorno, per l'assenza di lavoro, per il precariato e per le problematiche sociali molto forti: il soggetto di riferimento, cioè, oggi è un soggetto giovanile, precario, migrante». Parte da questa convinzione il pensiero politico e di lotta che il coordinamento "Lucca contro il G7" sta portando avanti per contrastare l'appuntamento del 10 e 11 aprile prossimi, quando in città si riuniranno i ministri degli esteri di Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Giappone, Germania e Italia.
Un pensiero che è emerso con forza durante l'assemblea pubblica di martedì sera, quando si sono riuniti un gruppo di cittadini e gli esponenti di collettivi, movimenti sociali, assemblee autogestite e spazi occupati toscani e non solo. Un modo per tirare le fila, proporre i temi su cui incanalare la discussione e organizzare la mobilitazione della settimana prossima. Sul piatto, infatti, una sorta di contro vertice, che si terrà al Foro Boario l'8 e 9 aprile e la manifestazione di lunedì 10, (concentramento alle 16 in piazzale Don Baroni), che si snoderà per il centro storico.
La mobilitazione ruota attorno a tre punti centrali: spese inutili, povertà e migrazione, precarietà e assenza di diritti. «Per questo il coordinamento "Lucca contro il G7" - aggiungono - promuove 2 giorni di dibattiti per approfondire questi temi e per conoscere le realtà italiane che lottano ogni giorno contro le decisioni dei governi occidentali. Oggi, rispetto alla mobilitazione degli anni 2000 è cambiato il soggetto di riferimento. In mezzo c'è una crisi economica devastante che priva di prospettive centinaia e centinaia di persone e da qui vogliamo partire, perché questa è una guerra che abbiamo in casa e contro la quale dobbiamo fare i conti tutti i giorni».
«Ogni giorno - si legge nella sintesi e nell'appello che hanno lanciato online - l'Italia spende 64 milioni di euro per un totale di 23,3 miliardi di euro l'anno in spese militari per comprare aerei da combattimento e armi usate per distruggere popolazioni in Medio Oriente, America Latina, Asia o Africa. Dietro questi investimenti ci sono gli interessi delle grandi multinazionali di armi e gli interessi economici dei padroni del mondo, in particolare degli Stati Uniti d'America, che promuovono guerre per assicurarsi risorse come petrolio o metano, o per contrastare i loro nemici».
Un riferimento forte, poi, alla migrazione e alle politiche dell'accoglienza, «per le quali - si legge - Italia destina solo il 14% di quanto spende per spese militari». Infine, la precarietà. «I paesi del G7 da sempre promuovono accordi commerciali, finanziamenti agli armamenti e conflitti solo a favore dell'élites imprenditoriale mondiale. Se ogni giorno vediamo che l'età pensionabile si alza, che sanità e istruzione subiscono continui tagli, che il lavoro si precarizza, che un padrone può licenziarci senza giustificazioni, tutto ciò lo dobbiamo imputare anche alle decisioni imposte dal mercato globale, un mercato fatto da uomini, imprenditori e politici, che hanno scelto per il loro guadagno queste politiche. Precarietà, tagli e privatizzazioni sono la ricetta che da anni la classi dirigente italiana, europea e mondiale porta avanti. I governi del G7 sono quindi i primi responsabili della povertà nel globo e nel nostro paese». Per aderire al coordinamento e restare informati sugli appuntamenti in programma è sufficiente andare su Facebook alla pagina "Lucca contro il G7".
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