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TELERISCALDAMENTO

Una centrale a biomassa per le abitazioni di Ruota

CAPANNORI. Una centrale di teleriscaldamento a biomassa per riscaldare abitazioni ed edifici a Ruota, la frazione più estrema a sud del territorio capannorese, l'unica che non potrà essere raggiunta...

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CAPANNORI. Una centrale di teleriscaldamento a biomassa per riscaldare abitazioni ed edifici a Ruota, la frazione più estrema a sud del territorio capannorese, l'unica che non potrà essere raggiunta dal metano. Per questo motivo il Comune ha studiato un'alternativa, già sperimentato con successo a Villa Basilica e in alcuni paesi della Garfagnana. Il progetto è stato illustrato lunedì sera nella sala parrocchiale di Ruota dagli assessori ai lavori pubblici, Gabriele Bove e all'ambiente Matteo Francesconi.

L'impianto, che assomiglia ad una grande caldaia, si farà se sarà raggiunto un numero adeguato di adesioni da parte degli utenti che potrebbero collegarsi le varie abitazioni ed attività della frazione. I vantaggi sono numerosi. Prima di tutto il risparmio sui costi energetici rispetto agli impianti preesistenti (50% gasolio, 50% gpl, 10% legna) e la riduzione dei costi di manutenzione e conduzione, che nel caso dello scambiatore di calore sono inferiori a quelli delle preesistenti caldaie. Altro aspetto importante è costituito dal fatto che viene pagato solo l'effettivo consumo di calore misurato attraverso un apposito contatore senza nessun costo fisso. Un sistema che potrebbe servire la frazione che «molto difficilmente potrà essere raggiunta dalla rete del metano» spiega l'assessore ai lavori pubblici Gabriele Bove. Perché troppo distante da Colle di Compito, il centro abitato più prossimo alla frazione collinare dove l'amministrazione porterà il metano dopo la realizzazione della dorsale della rete del gas sulla Sarzanese Valdera, e per ostacoli geografici, ovvero le pendenze difficile da superare. «Pensiamo che il teleriscaldamento a biomassa possa costituire un'alternativa interessante al metano, perché ha caratteristiche vantaggiose rispetto alle singole caldaie alimentate a gasolio o gpl - spiega Bove -. Per questo abbiamo intenzione di partecipare ad un bando regionale, che mette a disposizione risorse per la realizzazione di questo genere di impianti di riscaldamento, ma per farlo è necessario che ci sia una forte adesione al progetto da parte dei residenti». L'assemblea di lunedì, oltre ad illustrare questa idea nel dettaglio, è servita per una prima verifica dell'interesse della comunità per questo progetto. Un altro aspetto non secondario è quello ambientale e gli effetti positivi sulla filiera locale del bosco. «Un bosco curato aumenta la sicurezza idrogeologica - aggiunge Bove - e questo impianto, oltre ad avere un minore impatto ambientale, potrebbe portare anche nuovi posti di lavoro in questo settore». (n.n.)

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