Il dolore
Snai, piano di licenziamenti non giustificato
Massimo Braccini (Fiom): «Il nuovo gruppo è in una fase di ripresa economica e borsistica»
PORCARI. Una crisi economica che sarebbe alle spalle. Il nuovo gruppo Snaitech che, dopo aver accorpato il patrimonio societario di Snai, è in ripresa economica e anche borsistica. Lo sostiene Massimo Braccini, coordinatore nazionale Fiom gruppo Snai che, per questo, chiede un passo indietro sui 68 licenziamenti previsti, di cui 54 nella sede di Porcari, 7 a Milano e 7 a Roma.
«Il gruppo Snaitech a seguito della fusione delle varie società conta oggi 717 dipendenti - spiega Braccini -. Il progetto di integrazione e riorganizzazione in corso non crediamo che giustifichi assolutamente la riduzione di personale. Prima dell'operazione di accorpamento societaria il patrimonio Snai era sicuramente preoccupante, ma oggi notiamo una condizione di ripresa economica e borsistica». Da qui la richiesta di bloccare i licenziamenti. «Per questi motivi crediamo che non siamo di fronte ad una normale crisi tale da giustificare una eccedenza di personale, ma al contrario, si tratta di trovare soluzioni alternative di ricollocazione dei lavoratori - dice il sindacalista -. Per permettere questo processo, fatto anche di formazione, servono però ammortizzatori sociali di lungo respiro e purtroppo, a seguito del passaggio dai codici dall'industria al terziario, l'Inps ci ha provocato un danno perché i lavoratori si trovano oggi con ridotti ammortizzatori sociali. Per questo riteniamo ancora aperta la questione con l'istituto di previdenza e sosterremo tutti i ricorsi necessari per far riconoscere ai lavoratori ciò che gli spetta».
La Fiom è contro anche all’impostazione aziendale che rischia, secondo il sindacato, di depotenziare alcune sedi a scapito di altre. «Bisogna definire un accordo che non solo eviti i licenziamenti, ma stabilisca le specifiche funzioni di ogni sede, i reparti produttivi, la distribuzione dei carichi di lavoro e quindi un assetto definitivo del gruppo che sia fondato su un'organizzazione aziendale diversa rispetto al passato e che assuma a tutti gli effetti le caratteristiche industriali, superando anche quella conduzione ristretta portata avanti negli anni - conclude Braccini -. Noi non ci stiamo a far pagare il prezzo della presunta crisi ai lavoratori, ci batteremo e lotteremo per definire quello che sarà la Snai del futuro, per concordare un piano concreto di riordino aziendale ed un'organizzazione del lavoro che garantisca una prospettiva chiara e mantenga i livelli occupazionali».
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