Il Tirreno

Lucca

Ora il Boccherini mette fretta al Comune

di Alessandro Bientinesi
Ora il Boccherini mette fretta al Comune

Direttore e presidente dell’istituto: «Tempi strettissimi»

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LUCCA. Un consiglio di amministrazione fiume, dal quale sarebbe emersa una soluzione per risolvere i problemi di liquidità dell’istituto Boccherini. Una proposta che oggi sarà sul tavolo del sindaco Alessandro Tambellini ma che richiede, però, tempi strettissimi di attuazione. La data indicata dal Comune per il passaggio in consiglio comunale del bilancio, indicativamente il 27 aprile, potrebbe essere, infatti, troppo lontana nel tempo e rischiosa per il futuro della scuola. Un intoppo, un rinvio non previsto, un vizio di forma e la scuola a maggio potrebbe restare senza risorse. In un momento delicato e importante per lo stesso Boccherini: dal 1 al 30 aprile, infatti, sono aperte le iscrizioni ai vari corsi organizzati e che coinvolgono, secondo gli ultimi dati disponibili, oltre 400 allievi provenienti da tutto il mondo. Per questo al termine del cda di ieri pomeriggio, direttore e presidente del Boccherini, Fabrizio Papi e Paolo Cattani, hanno voluto chiarire, in una intervista esclusiva al nostro giornale, i problemi che la scuola sta affrontando in questo periodo.

I RITARDI. «Il disegno di legge Martini partiva dalla necessità della statizzazione degli istituti musicali pareggiati, come il Boccherini e altri 18 in Italia - spiega il direttore Papi -. Un passaggio che il ministero dell’economia e delle finanze era disposto a sostenere con uno stanziamento inferiore ai 39 milioni di euro inizialmente previsti, purché si procedesse ad un riordino di tali istituti, in particolare per il riordino dei bienni che attualmente sono ancora sperimentali».

Questo sarebbe, però, solo uno dei fattori alla base dello slittamento della statizzazione, il vero nucleo intorno al quale ruota l’attuale difficoltà del Boccherini. «A giugno dello scorso anno - dice ancora Papi - nel corso di un convegno fu indicato l’autunno come termine ultimo entro il quale sarebbe avvenuto il passaggio dal Comune allo Stato dell’istituto». Il passaggio, però, ritarda ma l’amministrazione, con la delibera numero 48 del 2016, decide in via preventiva di annullare lo stanziamento.

«Si può dire che questa sia stata una decisione un po’ avventata - dice ancora il direttore del Boccherini -. In particolare perché, in seguito, ha tardato ad arrivare il parere della quinta commissione del senato, quella del bilancio». A cascata, poi, la “tempesta perfetta”: prima il referendum costituzionale, poi il cambio al vertice di governo da Renzi e Gentioloni con il mini-rimpasto che riguarda un solo ministro, proprio quello della pubblica istruzione Stefania Giannini. «I ritardi nella statizzazione, che sembrava imminente, si devono anche a tutti questi elementi - dice Papi -. Il nuovo ministro Fedeli ha garantito tempi rapidi, ma il vero problema è che i tempi rapidi del governo non coincidono con chi è con l’acqua alla gola. E non parlo solo del Boccherini, perché il nostro dipende da un cavillo tecnico che prima o poi verrà risolto. Ma ci sono istituti, come quello di Teramo, che sanno già di non avere altre alternative se non quella di passare allo Stato».

TEMPI STRETTI. In questi giorni l’idea è di effettuare una statizzazione graduale. Con lo stesso Comune di Lucca che potrebbe diminuire nei prossimi 3 anni il suo contributo fino ad azzerarlo con il passaggio allo Stato. «Politicamente posso capire la scelta dell’amministrazione e le istituzioni ci sono sempre state vicine, ma adesso bisogna fare presto per superare questa piccola crisi - spiega il presidente del Boccherini Paolo Cattani -. Il Comune ha indicato il 27 aprile come possibile giorno dell’approvazione in consiglio comunale del bilancio con la modifica che, fino al 2019, attribuirà, come da convenzione, le risorse all’istituto. Questa data, però, va bene se le elezioni saranno fissate l’11 giugno, ma nel caso si dovesse anticipare al 28 maggio la tornata elettorale i tempi sarebbero strettissimi».

Tanto che il 5 aprile ci sarà un nuovo consiglio di amministrazione e lì si dovrà sapere con certezza quali decisioni avrà preso il Comune. «Per lavorare bene gli insegnanti devono essere sereni e anche se noi siamo certi che una soluzione verrà trovata dobbiamo tutelare l’istituto in tutte le forme possibili - precisa ancora Cattani -. C’è una convenzione che ci tutela e tutela gli oltre 400 allievi che fanno parte della scuola. Sicuramente le difficoltà che stiamo affrontando, proprio nel periodo in cui si effettuano le iscrizioni, danneggia l’immagine del Boccherini. Anche se la programmazione artistica, così come quella didattica, è una macchina che non si può interrompere».

LA SOLUZIONE. La soluzione quale poterbbe essere? Sul cda non emergono troppi dettagli, ma a Tambellini probabilmente si chiederà di anticipare entro il 31 marzo l’approvazione della variazione di bilancio come fatto con altre delibere. Intanto pare cosa fatta una fidejussione bancaria utile a dare una boccata d’ossigeno alle casse della scuola. «Siamo una scuola di prestigio, in crescita nelle iscrizioni e che organizza almeno 70 eventi ogni anno in città, tutti gratuiti e che costituiscono anche una fonte di attrazione turistica non indifferente - concludono Papi e Cattani -. Dei 400 allievi molti vengono a vivere a Lucca anche dall’estero, in particolare da Messico e Cina. Bisognerebbe investire su questi elementi, mentre siamo alle prese con situazioni diverse».

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