Attenzione
La pistola rubata ricompare al comando
Ritrovata all’interno delle scale d’accesso alla segreteria con accanto un biglietto con la scritta «Stai attento la prossima volta»
LUCCA. Il mistero della pistola scomparsa dura una settimana. Così com’era sparito, il revolver marca Tanfoglio 21x9 (valore commerciale 350 euro) ricompare a sorpresa ieri verso le 14,30. A trovarlo è un agente della municipale entrato in servizio dopo le 13 al comando di piazzale San Donato. L’arma era in bella vista. Sistemata tra le scale d’accesso alla segreteria e l’ufficio contravvenzioni. E accanto alla rivoltella un foglio A4 con la scritta a mano con i caratteri della stampa: «Stai attento la prossima volta». Dopo lo strano ritrovamento il vigile ha avvisato l’ufficiale di turno al comando che telefonicamente ha avvertito i carabinieri di Cortile degli Svizzeri. Nel giro di pochi minuti i militari del nucleo investigativo diretti dal capitano Paolo Floris e dal comandante del reparto operativo Dario Anfuso sono piombati al comando e hanno sequestrato la pistola recuperata. Poi i militari si sono diretti alla caserma di Cortile degli Svizzeri in compagnia dell’ufficiale di servizio dei vigili urbani e della guardia municipale del Noa (nucleo operativo antidegrado) Samuele Belli, il proprietario dell’arma smarrita e poi ritrovata dopo sette giorni, per sbrigare alcune formalità legate al riconoscimento della rivoltella e mettere a verbale il racconto legato al modo e al luogo dove è stata rinvenuta la «Tanfoglio 21x9».
L’indagine. Questi i fatti. Ma il singolare recupero della pistola non convince affatto gli inquirenti. La procura, l’inchiesta è diretta dal sostituto Antonio Mariotti, venerdì scorso aveva inviato i carabinieri al comando di piazzale San Donato per effettuare una perquisizione negli armadietti di tutti i vigili urbani. Per capire se l’arma fosse stata occultata - per errore o volontariamente - in un mobiletto-spogliatoio diverso da quello del possessore. Ma il controllo non aveva dato esito. Non solo il revolver in questione non c’era, ma segni di forzature negli armadi non ne sono stati notati. Strano, molto strano, che il revolver si sia materializzato all’improvviso 72 ore dopo. La sede della polizia municipale è dotata di videosorveglianza. E i filmati verranno acquisiti dagli inquirenti nella speranza che il punto esatto dove è stata ritrovata la pistola sia stato ripreso e i fotogrammi inchiodino il responsabile. L’impressione è che i militari abbiano elementi interessanti in loro possesso per poter risolvere l’enigma in tempi ragionevolmente brevi. Tra l’altro non sarebbe la prima volta che una pistola viene smarrita e poi ritrovata. Accadde anche una trentina d’anni orsono proprio a un vigile urbano che la lasciò l’arma in dotazione incustodita sul bancone di un locale ed ebbe la fortuna che a stretto giro di posta qualcuno gliela riconsegnò. Nei confronti dell’agente proprietario della pistola sparita e poi rinvenuta l’amministrazione aprirà un provvedimento disciplinare per il mancato rispetto della custodia delle armi in dotazione. Il regolamento prevede che a fine turno le pistole vengano lasciate all’interno dell’armeria in cui vi sono quattro scompartimenti chiusi con il lucchetto. Tutti i vigili hanno le chiavi per accedervi e in alternativa hanno facoltà di portarsi le armi a casa anche se devono conservarle smontate e tenere pezzi e munizioni separati. Regole non rispettate dal vigile.
Veleni e inchieste. Non c’è pace tra i «ghisa» lucchesi. Perché il mistero della pistola è solo l’ultimo di una serie di vicende che hanno ridotto ai minimi termini la credibilità dell’intero comando. Dalla denuncia di un agente accusato di svolgere un secondo lavoro mentre era in malattia alle diverse indagini sul comandante Stefano Carmignani che anche ieri mattina, in compagnia dei suoi legali, si trovava in procura. Il motivo? Aveva chiesto di essere interrogato dalla polizia giudiziaria dei carabinieri su una nuova contestazione legata ai doveri d’ufficio connessi al suo ruolo. I suoi avvocati, Enrico Marzaduri e Gioia Crippa, al termine hanno garantito che il loro assistito ha chiarito la sua posizione.
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