Il Tirreno

Lucca

Il Comune suggerisce chi colpire a Equitalia

di Luca Cinotti
Il Comune suggerisce chi colpire a Equitalia

Quattrocento lettere inviate da Palazzo Orsetti alla società di riscossione tributi con i nominativi di cittadini morosi che però possiedono conti e proprietà

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LUCCA. Quattrocento lettere partite dal Comune e dirette non ai contribuenti ma ad Equitalia. Per "invitare" l'agente della riscossione a verificare con maggiore attenzione la situazione patrimoniale di altrettanti soggetti che hanno un conto aperto con le casse di palazzo Orsetti per imposte locali non pagate e finite, appunto, a Equitalia per la fase di riscossione coattiva. Perché - sostiene il Comune - ci sono indizi che questi 400 possano pagare quanto dovuto.

È uno degli esempi di quello che si può fare incrociando le banche dati a disposizione delle amministrazioni comunali. Un tema del quale si parlerà il 31 marzo in un convegno nell'auditorium della Fondazione Banca del Monte al quale parteciperanno, fra gli altri, il sottosergretario all'economia Pier Paolo Baretta e l'assessore regionale Vittorio Bugli.

Le 400 lettere inviate a Equitalia nascono proprio dall'utilizzo di circa 40 banche dati da parte degli uffici comunali. Alcune sono interne, a partire dall'anagrafe. Altre arrivano da amministrazioni esterne, come i flussi informativi dell'Agenzia delle entrate (cioè i redditi) e quelli dalla società partecipate. Analizzando la posizione di alcuni delle 22.000 posizioni affidate a Equitalia dal 2000 al 2016 (14.000 per tributi, 8.000 per infrazioni al codice della strada) è emerso che questi 400 ricadono in una (o più) di queste categorie: possiedono un conto corrente, hanno una locazione in essere o hanno un datore di lavoro che funziona come sostituto d'imposta. Nessuno garantisce che il conto corrente non sia in rosso o che l'affittuario non sia moroso. Ma il Comune lancia comunque un avvertimento a Equitalia che suona più o meno così: «Prima di alzare bandiera bianca controlla meglio, perché questo contribuente potrebbe avere redditi o patrimoni "aggredibili"».

«Per fare una lotta all'evasione che non sia superficiale e a spot - commenta l'assessore alle finanze Enrico Cecchetti - serve innanzitutto una volontà politica che porti a un'attività strutturata e che sia continua sul lungo periodo. Perché le banche dati devono essere aggiornate o scaricate in continuazione. Oltre alla quantità di informazioni, infatti, serve un loro utilizzo intelligente. Bisogna avere a disposizione una piattaforma tecnologica che colleghi le competenze di diverse uffici comunali». Serve anche, però, un cambio di mentalità e di modo di lavorare giorno dopo giorno: bisogna capire quali dati inserire nelle pratiche in vista di un loro utilizzo per un controllo tributario e far sì che questo inserimento avvenga senza interruzione.

Qualcosa che somiglia al "Grande fratello"? Non secondo Cecchetti, che focalizza la questione sull'equità: «La grandissima parte dei lucchesi paga regolarmente i tributi. Questi meccanismi riguardano il 5% della popolazione. E abbassare l'evasione è l'unico modo per abbassare veramente le tasse perché così non solo si incassano gli arretrati, ma si allarga la base imponibile in maniera strutturale».

Durante il convegno si affronteranno anche altri utilizzi dell'incrocio delle banche dati affinati negli ultimi anni dal Comune di Lucca. Il punto di partenza fu il progetto sui "classamenti catastali". Cioè andare a verificare le situazioni di immobili che ricadevano in categorie inferiori rispetto a quelle che si presumeva potessero avere dall'analisi dei dati. «Con questo progetto, che ora prosegue come attività ordinaria degli uffici - dice Cecchetti - abbiamo inviato quasi 1.000 segnalazioni all'Agenzia delle entrate e accertato oltre 300.000 euro di Imu pregressa dovuta e non pagata». In totale le rendite catastali sono state aumentate di 105.000 euro e questo porterà a un incremento delle entrate calcolate su questi valori.

C'è, poi, l'ambito erariale: il Comune, incrociando i dati a sua disposizione, si accorge che un contribuente potrebbe aver evaso l'Irpef. Tipico il caso della scoperta di una piscina non dichiarata che "nasconde" un'attività ricettiva in nero. In questo caso le somme recuperate vanno interamente nelle casse del Comune (Lucca ha avuto 32.000 euro). Su questo versante, il prossimo fronte sarà il controllo delle residenze fittizie: italiani iscritti all'Aire ma che producono reddito in Italia o stranieri qui residenti che però pagano le imposte all'estero con regimi fiscali più favorevoli. Infine, il capitolo delle agevolazioni: l'incrocio delle banche dati consentirà di valutare non tanto l'Isee quanto altri parametri che possono portare a sconti su Imu, Tari e canone Erp.

Il 31 marzo, il convegno "Le attività di contrasto all'evasione e di recupero fiscale a livello locale" inizierà alle 10 coi saluti del sindaco Alessandro Tambellini, dell'onorevole Raffaella Mariani e dell'assessore Enrico Cecchetti, ci saranno le relazioni di Andrea Ferri (responsabile finanza locale Anci e Ifel) e di Dario Gambino (esperto Ifel). A seguire il racconto di esperienze in corso da parte di Riccardo Del Dotto (funzionario, Comune di Lucca), Monia Faltoni (assessore a Prato), Giorgio Federici (dirigente Apes Pisa) e Alessandro Parlanti (dirigente, Comune di Livorno). Concluderà alle 12 una tavola rotonda col sottosegretario Pier Paolo Baretta, l'assessore regionale Vittorio Bugli, il vicepresidente commissione bilancio della Camera Edoardo Fanucci, il direttore regionale dell'Agenzia delle entrate Carlo Palumbo e Andrea Taddei di Anci Toscana. Coordinerà Gianni Trovati (Sole-24 Ore).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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