Toscana
Accordo azienda-sindacati per gestire la crisi Unicoop
Dopo 4 mesi di vertenza tornano a confrontarsi le parti con un piano di tre anni In ballo ci sono 600 posti di lavoro (35 in Valle) e il futuro di diversi punti vendita
BARGA. Riprende il confronto tra sindacati e la direzione aziendale di Unicoop Tirreno, una vertenza che si trascina da 4 mesi e che sabato ha portato a stilare un accordo per cercare di gestire lo stato di crisi dell’azienda. Una crisi che, ricordiamo, ha portato ha dichiarare qualcosa come 600 esuberi, con la necessità di chiudere o cedere diversi punti vendita, oltre a dover revocare il contratto integrativo aziendale.
Una situazione che tocca da vicino anche la Valle, con tre punti vendita (a Barga, Pieve Fosciana e Fornoli, per un totale di 35 posti di lavoro).
Adesso occorre cercare di guidare una situazione difficile, con un confronto che, sottolinea Alessio Di Labio della Filcams Cgil Nazionale, «non è deputato a definire quali sono i costi e con quali strumenti si contengono, ma ha il compito di elaborare politiche occupazionali e contrattuali in un vero percorso di riorganizzazione e sviluppo della cooperativa che impegnerà i prossimi 3 anni».
Sviluppo e investimento devono quindi andare di pari passo con un piano di ristrutturazione organico che tenga insieme tutti gli aspetti. E nel tardo pomeriggio di sabato, dopo una lunga discussione, le parti sono arrivate alla firma di un verbale nel quale sono state gettate le basi per continuare il confronto, e utile a definire i contenuti di un possibile accordo.
Le parti, si legge nel comunicato della Filcams Cgil, hanno condiviso di raggiungere la sottoscrizione di un accordo di gestione dello stato di crisi, e che l'attuazione del piano industriale sarà oggetto di una costante verifica e monitoraggio.
Ci sono poi altri punti, che vanno dalla volontà di «valorizzare il sistema di relazioni sindacali del contratto integrativo aziendale, qualificando l'esercizio dei ruoli di negoziazione, confronto e informazione anche per partecipare efficacemente alla gestione dell'accordo», a quella di «utilizzare quale unico criterio la non opposizione al licenziamento sulla procedura di mobilità che la Cooperativa ha dichiarato di aprire».
È stato inoltre condiviso «di procedere al ricorso, per l'arco temporale dell'accordo, in ragione degli obiettivi previsti, a tutti gli strumenti conservativi legalmente e tecnicamente disponibili per la durata massima prevista dalla legge e per tutto il perimetro delle criticità note», che, tradotto dal “sindacalese” vuol dire cercare strumenti di tutela dei lavoratori, quali cassa integrazione e contratti di solidarietà. L’accordo prevede anche un monitoraggio costante delle modalità di assorbimento degli esuberi, attraverso ricollocazione, riqualificazione e formazione, e di poter anche considerare gli elementi economici della contrattazione aziendale, suscettibili, di accordi di sospensione temporanea durante questi tre anni.
Infine è stato deciso di monitorare il rapporto tra le diverse voci di riduzione dei costi aziendali.
«Un primo importante risultato dal quale ripartire per il prosieguo del confronto, già concordato per il prossimo 11 aprile – chiude la nota sindacale – nei prossimi giorni si svolgeranno le assemblee nei punti vendita della provincia, che sono 5 in Versilia ed occupano circa 180 lavoratrici e lavoratori, e 3 in Mediavalle con circa 35 dipendenti».
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