Il Tirreno

Lucca

«Statizzazione negata la crisi nasce da qui»

«Statizzazione negata la crisi nasce da qui»

Convergono le testimonianze di ex allievi oggi professionisti e docenti attuali. In programma una riunione del cda

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LUCCA. «Studiavo al Boccherini quando ancora la sede era in piazza San Ponziano. L’istituto aveva molte meno classi allora: c’erano gli archi, i fiati, l’arpa, il canto. C’erano anche molti meno allievi. Per questo mantenere l’istituto costava molto meno in proporzione ad oggi». Sono i ricordi di un ex allievo, il maestro Gianfranco Cosmi, direttore d’orchestra e compositore con una carriera internazionale. Ricordi che risalgono agli anni Cinquanta e Sessanta, quando studiava pianoforte all’istituto lucchese.

«Di statizzazione della scuola si parlava anche all’epoca, ma per una ragione o per l’altra - racconta il maestro Cosmi - non si è mai ottenuta. È sempre stata una scuola molto seria: quando vi studiavo io era diretta dal maestro Caltabiano, il sindaco di Lucca era Giulio Lazzarini. Una scuola selettiva: per essere ammessi ai corsi occorreva superare selezioni e audizioni. Gli insegnanti erano molto seri e preparati. Oggi la crisi di liquidità in cui versa mi dispiace molto».

I ricordi cinquantennali del maestro Cosmi sulla sospirata e mai avvenuta statizzazione del Boccherini somigliano molto al pensiero di più docenti attuali dell’istituto. A loro parere, la crisi di liquidità che oggi affligge l’istituto pareggiato di studi musicali e che mette a rischio il pagamento degli stipendi (di cui ha dato notizia il Tirreno sulle sue cronache di ieri, ndr) nasce proprio da qui: dalla mancata statizzazione e dalla necessità conseguente per il Comune di Lucca di sostenere il peso economico maggiore per il sostentamento dell’istituto, che invece passerebbe al Miur se l’istituto venisse statizzato. Ma tra le tante c’è anche il fatto che non solo il Boccherini, in Italia, si trova in questa situazione: se il Miur desse il via libera alla sua statizzazione dovrebbe fare lo stesso per tutti gli altri istituti pareggiati in Italia, tra cui il Mascagni di Livorno, accollandosi così il sostentamento di tutti.

I docenti del Boccherini si dicono però tranquilli: il sindaco Alessandro Tambellini ha dato di persona rassicurazioni che i fondi verranno erogati. Il problema finanziario dell’istituto è stato al centro dell’ultimo collegio dei docenti e sarà all’ordine del giorno anche del consiglio di amministrazione in programma per domani, 27 marzo.

In base al bilancio preventivo 2016 (ultimo documento finanziario pubblicato sul sito del Boccherini) le entrate correnti previste dell’istituto ammontano a 3.144.000 euro, di cui 340.000 da contributi e tasse di studenti, 130.000 da contributi della Fondazione Cassa di Risparmio, 9.000 dalla Fondazione Banca del Monte, 360.000 da trasferimenti del Miur, 150.000 dalla Regione Toscana e 2.145.000 dal Comune di Lucca. I problemi di erogazione del contributo, per quest’ultimo, è legato all’approvazione del bilancio consuntivo 2016 dell’ente. Come confermato dal sindaco, lo sblocco del trasferimento dovrebbe avvenire a giorni.

Ma le difficoltà che si sono venute a creare in questo inizio di 2017 si erano manifestate anche nel 2015: nel febbraio di quell’anno infatti il cda del Boccherini deliberò, per motivi analoghi, la messa in mora del Comune.

Barbara Antoni

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