Il Tirreno

Lucca

La protesta di una lettrice: «fate attenzione»

Assediata dalle telefonate “promozionali”

Assediata dalle telefonate “promozionali”

LUCCA. Occorre tenere gli occhi aperti e l’attenzione alta, anche quando si risponde al telefono. È Il caso di una signora di San Donato che si è rivolta al Tirreno per raccontare la sua storia,...

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LUCCA. Occorre tenere gli occhi aperti e l’attenzione alta, anche quando si risponde al telefono. È Il caso di una signora di San Donato che si è rivolta al Tirreno per raccontare la sua storia, purtroppo assai frequente: si tratta di un tentativo, da parte di un operatore telefonico, di venderle un nuovo contratto telefonico. Fin qui niente di strano, a parte il fastidio di queste chiamate, ma il rischio è dietro l’angolo, come le hanno spiegato le forze dell’ordine cui si è rivolta per segnalare il disagio.

«Intanto – racconta la donna – c’è da dire che è una situazione al limite della sopportazione: in 10 giorni ho ricevuto ben 7 telefonate, con un record di 4 in un solo giorno. Sul mio cellulare, tutti con prefissi di Roma o Milano, e tutti per cercare di propormi un nuovo contratto telefonico. Tra l’altro, cosa strana, l’utenza non è nemmeno intestata a me, ma a mio marito».

Tante le perplessità e le preoccupazioni, oltre ovviamente al disturbo arrecato, sollevate da queste chiamate, al punto che la donna, a sua volta, ha usato il telefono per rivolgersi alle forze dell’ordine: «Ho chiamato il 113 e il 112, e adesso sto pensando anche di andare a fare una denuncia. Da quel che ho capito questi centralinisti (che fra l’altro da come parlano probabilmente chiamano da un call center fuori dall’Italia) cercano in ogni modo di farti pronunciare la parola “sì”, perché quella parola viene fatta valere come un contratto vocale». E poi, come fanno ad avere il numero della signora: «Il mio sospetto è che siano in possesso di una sorta di banca dati, con tutti gli ultrasessantacinquenni come me».

La precauzione, in questi casi, è quella di evitare di pronunciare quella parola, ossia “sì”, ed è per questo che la donna si è rivolta ai giornale, per mettere in guarda gli altri. Altro aspetto cui fare molta attenzione: non dare mai, qualunque sia la fornitura (elettricità, telefono e così via) il proprio codice cliente («Mi è stato chiesto anche quello», aggiunge la donna). Quel dato, infatti, può bastare per ritrovarsi un nuovo contratto anche se con una firma falsa. È già successo, e avere giustizia non è mai facile.

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