Il Tirreno

Lucca

Lastre di eternit stoccate di fronte al deposito comunale

di Chiara Lammari
Lastre di eternit stoccate di fronte al deposito comunale

Due mesi fa la segnalazione di “Borgo in Movimento” «L’amianto è ammassato e coperto solo da teli di nailon»

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BORGO A MOZZANO. Sono ancora stoccate nel piazzale del magazzino comunale, nonostante la segnalazione effettuata quasi due mesi fa dal gruppo extraconsiliare “Borgo in Movimento”, diverse lastre d’amianto, ammassate l’una sull’altra e coperte con semplici teli di nailon. La questione era stata sollevata per la prima volta ad inizio febbraio: i membri di Bim avevano infatti scritto al comandante del servizio associato di polizia municipale e, non ricevendo risposta, si erano rivolti all’amministrazione comunale chiedendo informazione riguardo la provenienza del materiale ammassato senza alcuna precauzione.

«Non abbiamo saputo nulla – dicono i rappresentanti del gruppo – anche se in data 16 febbraio è comparsa sull’albo pretorio la determina numero 288 per la bonifica e lo smaltimento amianto presso gli ex pozzi comunali in località Pedogna – Dezza. Non c’era alcun riferimento alla situazione da noi denunciata ma speravamo comunque che tutto si concludesse nel migliore dei modi. Abbiamo quindi continuato a monitorare il magazzino e siamo rimasti di stucco quando il materiale è stato impacchettato e circondato da un nastro con la raggelante scritta pericolo amianto».

A preoccupare i membri di Bim tutta una serie di considerazioni riguardanti la pericolosità del materiale stoccato all’aperto: «C’è qualcuno che pensa di aver risolto in questo modo una situazione? – chiede Bim –. Proprio vicino al magazzino scorre un torrente la cui acqua potrebbe essere utilizzata da chi abita in zona per l’irrigazione di orti o giardini o per l’abbeveramento di animali da cortile. E che, in ogni caso, sfocia nel Serchio. Per non parlare delle particelle volatili. Qui si tratta della salute dei cittadini, dunque la superficialità non è tollerabile. C’è bisogno che qualcuno risponda».

Ciò che reclamano i membri del gruppo è un chiarimento concreto e documentato entro 24 ore altrimenti, avvisano, si rivolgeranno agli organi competenti: «Esiste – concludono – un nucleo speciale dei carabinieri: il comando carabinieri per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare in cui è confluito il Noe».

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