Il Tirreno

Lucca

Ai domiciliari dopo le botte alla moglie

di Luca Tronchetti
Ai domiciliari dopo le botte alla moglie

Per anni un quarantenne con precedenti per rapina ha preso a schiaffi, pugni e calci la consorte anche quando era incinta

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LUCCA. Ancora una storia di un amore malato. Di un uomo che alza le mani su una donna, che usa la forza e la violenza per prevaricare chi sopporta sbalzi di umore, scatti d’ira, ingiurie e maltrattamenti convinta di riuscire a cambiarlo nella testa e nel cuore. Per il suo Lui, un quarantenne residente nella periferia cittadina con precedenti penali per rapina aggravata in concorso, Lei ha sopportato gli schiaffi e le botte anche davanti ai figli. Ha nascosto ecchimosi e lividi sotto un trucco pesante nella speranza che lui potesse redimersi, potesse cambiare per amor suo. Ma alla fine, dopo anni di percosse e di lacrime versate di nascosto dai familiari, al culmine di un nuovo litigio che ha coinvolto la figlia di un anno, ha ceduto raccontando tutto alla polizia. Così la Squadra Mobile ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari disposta dal gip su richiesta del sostituto Antonio Mariotti. Il quarantenne è accusato di maltrattamenti e lesioni.

La storia. La coppia si era conosciuta nel 2012 e, un anno dopo, avevano deciso di convivere. Venti giorni prima del matrimonio l'uomo aveva schiaffeggiato la futura sposa per poi, subito dopo, l'aveva pregata di perdonarlo. Lei sperava quindi si trattasse di un episodio isolato e non ne ha parlato ai genitori che, tra l’altro, erano contrari alle nozze. Qualche mese dopo, a cena, alla presenza delle figlie minori di lei nate da una precedente relazione, il quarantenne, in preda ad un raptus di gelosia, aveva afferrato la moglie per i capelli e l'aveva schiaffeggiata ripetutamente: a fermare la violenza, i pianti delle figlie, accorse a difendere la madre. Non era finita lì. Qualche mese dopo, durante una lite scoppiata a letto, lei aveva sollevato il materasso e scaraventato a terra la moglie che portava in grembo il figlio di 7 mesi. Si era poi spinto oltre, schiaffeggiandola immediatamente dopo il parto, in ospedale.

Violenze ripetute. Negli ultimi tempi le violenze si erano ripetute per i motivi banali: schiaffi, pugni e calci, accompagnati, spesso, dalla minaccia alla donna di cacciarla via di casa e di impedirle di vedere le figlie. Il trucco non era sufficiente a nascondere i lividi e la vittima raccontava a genitori e alle figlie di essere caduta ed avere sbattuto la faccia contro lo stipite di una porta. Nel dicembre scorso, durante una lite, l'uomo, con in braccio la figlia di un anno, aveva colpito la moglie con calci e schiaffi. Diversi colpi avevano raggiunto al volto la piccola procurandole ematomi documentati dalla madre con delle foto. Solo raramente la vittima si è recata al pronto soccorso. Ma gli investigatori hanno lentamente conquistato la fiducia della donna sino a persuaderla a raccontare gli anni bui della relazione. L'uomo è attualmente sottoposto agli arresti domiciliari nell'abitazione dei genitori. A sostegno della donna e dei figli minori della coppia è stato attivato il Protocollo Rosa per le vittime di violenza di genere e domestica.

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