Il dolore
Il boom delle case all’incanto
Nel 2008 gli incarichi dell’Ivg erano 90, nel 2015 sono saliti a 237
LUCCA. Case all’asta, trend in crescita ma nel 2016 c’è stato un rallentamento. La crisi economica partita nel 2008 ha fatto sentire i suoi effetti anche sul mercato delle vendite giudiziarie. Nel corso degli anni il numero di incarichi che il tribunale di Lucca ha affidato all’Ivg per la vendita degli immobili oggetto di esecuzioni (la stragrande maggioranza) e fallimenti è andato crescendo. Nel 2008 gli incarichi furono 90, nel 2009 113, nel 2010 158, nel 2011 159, nel 2012 217, nel 2013 214, nel 2014 207, nel 2015 addirittura 237 (anno record). Nel 2016 c’è stato un leggero calo e ora si aspetta il 2017 per capire se siamo davvero di fronte a un’inversione di tendenza.
Tra l’altro, di recente sono cambiate le regole per l’acquisizione dei beni messi in vendita dal tribunale a seguito di esecuzioni immobiliari. La novità introdotta dall'articolo 571 del codice di procedura civile riguarda la possibilità di offrire un prezzo inferiore (fino ad un quarto) a quello stabilito nell’ordinanza di vendita. Facciamo un esempio: se il prezzo stabilito nell’ordinanza di vendita è 100, chi vuole partecipare all’asta dovrà presentare un’offerta di almeno 75 e depositare una cauzione di almeno 7,5 (la cauzione da presentare è pari al 10 % del prezzo offerto). Chi presenta un’offerta di acquisto inferiore a 75, la vedrà la dichiarata non efficace. Si tratta di una novità introdotta nell’agosto del 2015, che dopo un periodo transitorio ha cominciato a far valere i suoi effetti a metà del 2016.
Nel corso degli anni, inoltre, il “mattone” ha smesso di essere un bene rifugio al riparo dalle svalutazioni. In passato chi aveva qualche soldo da parte lo investiva comprando case, magari proprio all’asta. Ma l’inasprimento della tassazione sugli immobili, il crollo del mercato e la svalutazione delle case hanno reso sconvenienti simili investimenti. Così è cambiato l’identikit di chi si presenta alle aste: non più speculatori e risparmiatori, ma giovani coppie o famiglie (spesso anche straniere) che puntano ad avere un tetto sopra la testa senza spendere una fortuna. Anche perché le banche sono sempre più restie a concedere mutui. (g.p.)
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