La manifestazione
A sinistra c’è Marina Manfrotto
È il nome di Lucca Città in Comune per la guida di Palazzo Orsetti
LUCCA. È Marina Manfrotto, 57 anni, la candidata sindaco di “Lucca Città in Comune”, la lista di riferimento della sinistra cittadina, quella nata dal comitato provvisorio antiliberista e che non si riconosce nel sindaco uscente Alessandro Tambellini.
Ieri mattina c’è stata la sua presentazione ufficiale. Ad aprire l’incontro chi, in questi 5 anni, ha rappresentato la sinistra in consiglio comunale, ossia Roberta Bianchi (che non ha sciolto il nodo della sua eventuale ricandidatura). Bianchi ha spiegato la scelta di Marina Manfrotto, persona molto impegnata nel campo dell’impegno civico, come la volontà di allargare l’orizzonte della Federazione della Sinistra, attraverso la partecipazione e la trasparenza.
Un progetto, è stato detto, che al momento ha già raccolto il sostegno di Rifondazione e Pci, mentre è aperto il confronto (ma, viene fatto intendere, con ottime possibilità di arrivare a un accordo) con Sinistra Italiana e Possibile, così come, almeno a livello ufficioso , c’è il sostegno di Lucca Bene Comune.
«Vogliamo governare la città e siamo convinti che il nostro sia un progetto vincente – ha detto Manfrotto – noi vogliamo fare le cose in base alle necessità dei lucchesi e non in base alle decisioni prese a Firenze o a Barga. Lucca deve avere un sindaco che abbia il coraggio di fare ciò che serve per la città, di prendere delle decisioni, anche se queste dovessero andare contro alla volontà del governo nazionale».
Parlando del programma la candidata sindaco ha spiegato come lo stesso sarà suddiviso in nove punti principali: ambiente e urbanistica, mobilità e infrastrutture, migrazione e cittadinanza, welfare, sport e politiche giovanili, lavoro e attività produttive, partecipazione e trasparenza, sicurezza e coesione sociale, beni comuni e servizi, cultura. Entrando nel dettaglio di alcuni di questi temi la candidata ha anche illustrato come declinarli in una politica di governo cittadino. Per esempio, parlando di sicurezza, ha spiegato come questa sia sì rappresentata dalla tutela del cittadino, ma anche dall’eliminazione delle situazioni e degrado (citando a mo’ di esempio i quartieri di San Vito e Sant’Anna) in cui si sviluppano condizioni di disagio. Altro esempio l’urbanistica, dove Lucca, pur avendo gli occhi di tutta la Toscana addosso, in quanto prima città a elaborare un piano strutturale con la nuova legge paesaggistica, «ha tirato avanti per la sua strada come un treno», senza partecipazione, non accogliendo le osservazioni, consumando territorio e «senza sapere a chi lasceranno il compito di fare i piani operativi».
Tanti i temi affrontati nell’incontro di ieri, e particolarmente interessante quello sull’emigrazione sviluppato da chi, 17 anni fa, ha vissuto la stessa esperienza, ossia Dauda Ndoye, che non ha risparmiato critiche sulla gestione della questione migranti. Ndoye ha sottolineato diversi aspetti, a partire dai tagli alla cooperazione internazionale che impediscono una politica di aiuti direttamente in Africa, così come la mancanza di informazione sui rischi che corre chi fugge dal Continente Nero, e che potrebbe rappresentare un deterrente.
In chiusura non sono mancate le critiche all’amministrazione Tambellini, accusata da Manfrotto di slealtà, di aver disatteso gran parte del suo programma elettorale e di continuità con la precedente amministrazione di centrodestra di Favilla.
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