La manifestazione
Materiali scadenti e terreni instabili
Ecco cosa rivelano le schede delle verifiche tecniche effettuate in scuole, ospedali e altri edifici pubblici della lucchesia
LUCCA. Edifici demoliti e poi ricostruiti, indagini in grado di svelare murature scadenti e cemento con il rischio di sbriciolarsi. L’importanza di verificare la resistenza sismica degli edifici pubblici ad un sisma la si vede dalle schede pubblicate sul sito della Regione Toscana.
Molti di queste strutture sono state chiuse, demolite e ricostruite, in altri casi gli interventi di messa a norma sono in corso. Per capire meglio cosa, tecnicamente, avvenga nell’indagine conoscitiva prendiamo alcuni esempi. Partiamo dal Comune di Barga, con le verifiche effettuate sulla scuola elementare “De Amicis” di Fornaci. Nell’analisi si denotava «malta delle muratura e dei ricorsi in calcestruzzo risulta scadente e non assicura la funzione di legante». In più le verifiche tecniche denotarono «evidenti elementi di vulnerabilità: copertura pesante, murature snelle di fattura scadente, solai privi di ammortamenti e non rigidi del piano». Costo dell’indagine conoscitiva? Poco meno di 2mila euro. Costo dell’intervento? Quasi un milione e mezzo di euro. Con lavori che risultano iniziati.
Sempre a Barga sono stati analizzati anche alcuni padiglioni dell’ospedale. Il costo delle indagini ha richiesto una cifra di 18.783 euro ma in questo caso non sono previsti finanziamenti per un intervento. Anche se la valutazione sulla vulnerabilità sismica di edifici in cemento armato ha dato esito negativo. Discorso simile, sempre a Barga, per l’istituto scolastico Isis in via dell’Acquedotto. Giudizio negativo sulla vulnerabilità sismica di edifici in cemento armato, indagine costata 2.750 euro per un intervento che costerà poco più di un milione di euro, con i lavori già appaltati.
Anche a Castelnuovo Garfagnana interessante era il caso della scuola materna in località Torrite. Edificio alienato dal Comune ma che fu oggetto di una scheda tecnica da parte della Regione Toscana. Nella parte “vecchia” dell’edificio si denotava una «qualità della malta scadente, tale da non assicurare la sua funzione di legante».
Con “appena” 70mila euro, invece, si è intervenuti sulla scuola elementare il località Cerageto per sistemare dei travelloni definiti «fragili, con presenza di un muro controterra fortemente spanciato». Lavori conclusi ed edificio già inaugurato.
Importante nelle schede tecniche non solo il grado di “resistenza” dei vari edifici ma anche il tipo di suolo sul quale la costruzione insiste. Classificata in base alle lettere, A rappresenta il valore migliore (basata sulle rocce), la E la peggiore. Ne troviamo traccia nel Comune di Molazzana, con due schede dedicate alla scuola elementare “Don Bosco” in via Del Sole.
I due edifici risalgono al agli anni Settanta e Ottanta e nel caso dell’edificio più vecchio la verifica tecnica ha denotato «un cedimento fondale nella parte costruita in ampliamento». Indagine costata 2750 euro per un intervento che in totale doveva costare quasi 800mila euro. Al momento ne sono stati utilizzati meno di 149mila, con il Comune che probabilmente cercherà di attingere nuove risorse dal nuovo bando 2017 previsto dalla Regione Toscana.
Prendiamo, infine, l’esempio di Pieve Fosciana. Il complesso scolastico “De Stefani” è composto da 3 edifici che ospitano scuola materna, elementare e palestra. Costruzione di inizio anni Sessanta con indagini finanziate con 5mila euro per interventi di adeguamenti che costerebbero oltre un milione e 200mila euro.
A l momento i fondi utilizzati per la sistemazione sono stati 469mila euro, il resto, forse, arriveranno dal nuovo bando per il rischio sismico.
Alessandro Bientinesi
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