Il dolore
Raid nei bar: «Servono pene severe»
Giovanni Martini di Confcommercio denuncia il dramma dei pubblici esercizi sempre più nel mirino delle bande
LUCCA. L’ultimo colpo notturno in un bar della periferia cittadina lo ha indotto ad uscire allo scoperto e a denunciare la situazione di criticità che vivono i gestori di bar, pub e locali di ritrovo della Lucchesia in balia di gang predatorie che compiono gravi danni e svuotano gli esercizi pubblici. Giovanni Martini esponente del consiglio dei pubblici esercizi e presidente della commissione Centro storico della Confcommercio non usa mezzi termini: «Quello del bar La Salute - dice - è solo l’ultimo, in ordine di tempo, di una serie di raid notturni che hanno messo in ginocchio bar ed luoghi d’intrattenimento causando danni alle strutture. Purtroppo noi gestori da troppo tempo siamo esposti a questo problema che cerchiamo di risolvere con l’installazione di telecamere e sistemi di video sorveglianza che spesso si rivelano inutili visto che i malviventi agiscono con il volto travisato e devastano il locale impossessandosi di soldi, sigarette, gratta e vinci e liquori. Danni economici ingentissimi per noi in una situazione del commercio che di per sè, complice la crisi, è già molto complicata. Perché a livello assicurativo non sempre otteniamo una copertura dei rischi completa. E se ci troviamo di fronte il malvivente corriamo pure il pericolo di una colluttazione con quello che ne consegue».
Oltre alla solidarietà della commissione nei confronti del titolare del bar depredato, Martini mette l’accento sull’assenza di certezza della pena: «Purtroppo per chi commette questi reati e viene poi arrestato dalle forze dell’ordine, a cui voglio plaudire per l’impegno e la professionalità che mettono al servizio della collettività, le pene sono molto lievi. E capita quasi sempre che una volta arrestati e condotti davanti al giudice vengano rimessi in libertà al termine dell’udienza di convalida. Le leggi per chi commette questi reati sono troppo blande e alla fine i malviventi fatte 24-48 ore di carcere sono rimessi in libertà. E chi delinque sa bene che al termine del processo al 99% potrà tornarsene a casa. Sarebbe necessario, da parte del potere politico, un ripensamento del sistema carcerario con l’inserimento di pene maggiormente afflittive in modo da colpire veramente chi commette reati».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
