La manifestazione
Bonifica: bollette anche dentro le Mura
I circa 7mila versamenti in più dovrebbero comportare tributi minori per chi già pagava, ma crescono anche i lavori da fare
LUCCA. Partiamo dalle certezze, e, come le leggi di Murphy insegnano, le uniche cose sicure sono sempre quelle negative. La certezza è che, d’ora in poi, tutti dovranno pagare il contributo di bonifica, anche chi attualmente ne era esentato. Nel caso di Lucca vuol dire almeno (la domanda sul numero esatto è una di quelle rimaste, al momento, senza risposta) 7mila bollette in più. Sono essenzialmente quelle dei proprietari di fondi in centro: le Mura, infatti, non proteggeranno più dall’arrivo degli avvisi di pagamento. È questo il primo aspetto che colpisce, e non solo nell’immaginario, dell’entrata a pieno regime e in tutti i suoi aspetti – a 5 anni di distanza dalla sua elaborazione – della riforma regionale dei Consorzi di bonifica.
Una riforma che tra i tanti aspetti, compreso quello già attuato dell’accorpamento dei diversi consorzi di bonifica toscani (che nel frattempo si sono più che dimezzati) prevede appunto una nuova distribuzione della contribuzione tra i cittadini, compreso il pagamento dentro le Mura. Ma “nuova distribuzione della contribuzione” vuol dire anche che se adesso si aggiungono nuovi pagatori, quelli che già versavano la loro quota d’ora in avanti pagheranno di meno. In linea di principio è così, e secondo quanto emerso dalle riunioni dell’assemblea del consorzio dovrebbe in effetti essere così (leggi di Murphy permettendo). Insomma, da un lato ci sarà chi non pagava e che d’ora in poi lo dovrà fare, e dall’altro chi invece già pagava, e che dovrà continuare a farlo, ma un po’ meno (quanto non è ancora dato di sapere), se si manterrà fede agli impegni.
Facile prevedere polemiche attorno a questa vicenda, anche se, in linea di principio, il concetto ha una sua logica: la manutenzione del reticolo idrico serve a evitare problemi che riguardano l’intera collettività, con cause ed effetti che non si fermano solo ai territori più facilmente soggetti ad allagamenti. Tanto più che bisogna tener conto di un ulteriore fatto, con la riforma cambia anche il campo di azione dei consorzi di bonifica, nel senso che si allarga. Sulle loro spalle si aggiungono nuovi corsi d’acqua, in passato di competenza di altri enti, e questo vuol dire più chilometri di fossi, fiumi e canali da controllare e su cui fare manutenzione. Non fa eccezione il consorzio di Bonifica Toscana Nord, che adesso si ritrova a gestire la sicurezza idrica di un maggior numero di corsi d’acqua, e tra questi spicca in particolare il Condotto Pubblico, in tutta la sua estensione, fuori e dentro le Mura. Non è l’unico peso che si aggiunge sulle spalle del consorzio di bonifica, ma è probabilmente quello più importante, sotto molti punti di vista. E sul quale il consorzio ha già iniziato a lavorare nei mesi passati, rimediando a una situazione di abbandono che si trascinava da parecchio tempo. E anche se si tratta di temi non collegati direttamente tra loro (visto che il contributo i lucchesi intra moenia l’avrebbero dovuto iniziare a pagare comunque) l’inizio della manutenzione del Fosso può comunque rappresentare – nell’immaginario collettivo – una giustificazione alla nuova tassa.
Fin qui lo stato delle cose, ma restano diverse questioni sul tappeto, domande che abbiamo girato al presidente del consorzio Ismaele Ridolfi, in attesa di una risposta che, ieri, non è arrivata.
In particolare: la riforma regionale prevede una differenziazione di pagamento a seconda delle zone, in base al principio della proporzione tra tributo versato e beneficio ricevuto. Sintetizzando al massimo: in quelle zone in cui si rendono necessari più interventi, e quindi più spese, si dovrà pagare di più rispetto a quelle zone del territorio in cui il lavoro è minore. Ma, prima domanda, come sarà differenziato il pagamento su Lucca, zona per zona? Chi dovrà pagare di più e chi dovrà pagare meno? E poi un dubbio di fondo: è vero che con l’aumento del numero di contribuenti chi già pagava dovrebbe versare meno rispetto al passato. Ma quanto meno? E poi: se, parallelamente è cresciuto anche il numero di corsi d’acqua da seguire, questo fatto non rischia (visti i maggiori costi) di annullare i benefici dell’aumento dei contribuenti? Insomma, non è che alla fine chi già pagava non avrà nessuna riduzione sensibile?
Restiamo in attesa di risposte.
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