Il dolore
Una folla a San Rocco per Giuliana e Giuseppe
In tanti alla cerimonia funebre della coppia di ristoratori trovati senza vita Monsignor Serafini ha invitato a pregare per chi si sente disorientato
BARGA. Ieri il cielo sopra Barga era grigio, triste, quasi un velo a sovrastare e abbracciare la piccola chiesa di San Rocco, nella zona del Giardino. Là, in fondo all’edificio religioso ricco di stucchi d’oro, davanti all’altare, l’uno di fianco all’altro, i due feretri dei ristoratori lucchesi: quello di Giuliana Nardini, 59 anni, originaria della vicina Sommocolonia, e del marito, Giuseppe Sartini, di nove anni più grande, nativo di Calci ed ex dipendente delle Poste.
Adavvolgere la sommità della bara di Giuliana erano stati scelti dai suo familiari candidi e brillanti boccioli di fiori; rose d’un caldo vermiglio, spiccavano su quella di Giuseppe. Ma all’interno di San Rocco si potevano osservare tanti altri fiori ad onorare la scomparsa della coppia, per rendere meno straziante l’addio per l’ultimo viaggio dei titolari del ristorante “Antico sigillo”, nel centro storico di Lucca.
Era la mattina del 25 febbraio quando i coniugi furono ti trovati privi di vita nel loro appartamento, in via Mordini. Un suicidio provocato ingerendo una massiccia e letale quantità di farmaci, come hanno poi confermato i successivi accertamenti autoptici. Una scelta fatta e messa in pratica insieme, l’uno di fianco all’altra, nel proprio letto, trascinandosi dietro la fedele Maggy, ossia la loro amata cagnolina maltese dal candido mantello.
Una notizia, una scelta che ha sconvolto tutti coloro che li conoscevano. Attorno a loro, ieri a San Rocco, tantissimi avevano il viso chino, malinconico, testimone del desiderio di stringersi in un abbraccio solidale a dare l’ultimo saluto a Giuliana e Giuseppe.
Tra le panche e ai lati c’erano i loro parenti più stretti, gli amici d’una vita, conoscenti, vicini di casa, i fedeli clienti e anche quanti ruotavano attorno all’Antico sigillo, saracinesca tirata su in centro storico lucchese a partire dagli anni Novanta, in uno dei vicoli più suggestivi e a pochi passi dalla loro abitazione lucchese.
Uniti come sempre anche in quest’ultimo viaggio, con la fedele Maggy al seguito, è forse quanto, da qualche parte lassù, i due coniugi hanno potuto vedere ieri.
A officiare la cerimonia religiosa il proposto di Barga, monsignor Stefano Serafini, affiancato da don Antonio e Pietro ovvero due prelati della comunità religiosa pisana vicini alla coppia scomparsa. Monsignor Serafini ha introdotto il triste, composto e sentito rito sottolineando la quantità di persone presenti: figure provenienti dalla terra d’origine di Giuliana a Sommocolonia, dall’area di Calci che dette i natali a Giuseppe e anche da Lucca, dove la coppia decise di vivere e lavorare.
Parole di conforto e solidarietà sono state rivolte dal religioso Barghigiano ai tanti che volevano bene alla coppia, invitando i presenti a esprimere una preghiera di sostegno a tutti coloro che sono disorientati e in cerca di un punto di riferimento.
Una volta terminata la funzione religiosa i due feretri con i corpi di Giuseppe e Giuliana sono usciti sul sagrato silenzioso e commosso della chiesa di San Rocco, per esser trasportati al camposanto di Barga a San Pietro in Campo, luogo dove riposeranno eternamente, l’uno al fianco dell’altra.
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