Proteste
Giannini (Pd) contro Marcucci
Il segretario di Lucca Sud durissimo sul voto pro Minzolini
LUCCA. Il segretario del circolo Pd Lucca Sud Gianni Giannini attacca il senatore (anch’esso Pd) Andrea Marcucci sulla questione del voto per la decadenza da palazzo Madama di Augusto Minzolini. «Votare o meglio astenersi, su un principio di coscienza - scrive Giannini in una lettera aperta - mettendo in discussione, su valutazione soggettiva, una sentenza in giudicato della magistratura e una legge dello Stato, non può avere giustificazione accettabile da parte di un senatore del Partito Democratico. La vicenda del voto contrario alla decadenza del Senatore Minzolini, in base alla legge Severino, ha fortemente scosso la fiducia degli iscritti e simpatizzanti, sulla coerenza dei rappresentanti di Partito eletti alle Camere. Al Senato riunito è stato chiesto di approvare o no la decadenza di un suo membro in base a due sole motivazioni: la presa d'atto della sentenza di condanna sulla colpa imputata e la condizione assunta dallo stesso di fronte alla legge Severino. Il gruppo dei senatori Pd, dando indicazioni di voto, aveva assunto una linea garantista delle regole, stabilita nella giunta delle autorizzazioni a procedere. Ai singoli senatori non poteva e non era concessa nessuna libertà interpretativa.
«La sua astensione - dice Giannini rivolgendosi a Marcucci -, che equivale ad un voto contrario, verrà quindi interpretata come un complice disimpegno, senza però essersi apertamente espresso, e la giustificazione di essersi trovato in compagnia di altri senatori in maniera trasversale, non ne attenua la portata. L'esito del voto non è tanto la salvezza del senatore Minzolini, né l'ennesimo tentativo di eutanasia del Pd, ma la distruzione della giustizia e delle regole della democrazia».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google