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Lucca

Femminicidio, il giudice fissa l’udienza il 2 maggio

Femminicidio, il giudice fissa l’udienza il 2 maggio

Allo sciopero dei penalisti hanno aderito anche i legali di Pasquale Russo l’uomo che uccise barbaramente Vania Vannucchi nell’agosto del 2016

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LUCCA. Lo avevamo già annunciato nell’edizione di sabato e la conferma si è avuta ieri mattina alle 11 nell’aula dell’udienza preliminare. Pochi minuti per formalizzare l’adesione indetta, a livello nazionale, dalle Camere Penali a cui hanno aderito i due legali dell’imputato, gli avvocati Gianfelice Cesaretti e Paolo Mei, e fissare la nuova data d’udienza. Il giudice Antonia Aracri stabilisce che il primo giorno utile per fissare il processo è quello di martedì 2 maggio. In quella data al 99% sarà messa al parola fine, almeno per quanto riguarda il primo grado di giudizio, su una delle vicenda che ha maggiormente colpito l’opinione pubblica cittadina negli ultimi vent’anni: il femminicidio di Vania Vannucchi, la quarantaseienne operatrice sanitaria morta mercoledì 3 agosto 2016 per le ustioni riportate sul 90% del corpo opera di Pasquale Russo l'uomo, detenuto in carcere (prima a Lucca e poi a Prato) dal 2 agosto, che sosteneva di amarla e che invece con un'efferata crudeltà l'ha cosparsa di benzina e le ha dato fuoco provocandole indicibili sofferenze.

Ergastolo. Un udienza camerale lampo quella di ieri mattina. Presenti, assieme al pubblico ministero, solo gli avvocati di parte civile Elena Libone (che assiste i genitori e i figli della vittima), Marco Taddei (che assiste l’ex marito della donna, Andrea Barsali) e Simona Salvanetti (che tutela l’associazione e centro antiviolenza Luna presieduto da Daniela Caselli in prima fila nel sostegno alle donne vittime di abusi e stalking). Logicamente l’imputato è rimasto nel carcere di Prato. Pasquale Russo è accusato di omicidio aggravato da crudeltà e premeditazione, stalking e furto in abitazione. Rischia l’ergastolo con isolamento diurno come prevede la pena edittale. Ma i suoi legali nell’udienza del 2 maggio proveranno a giocare la carta delle attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti per riuscire, anche grazie alla scelta del rito abbreviato, non solo ad eliminare la misura dell'isolamento diurno ma anche ad ottenere una riduzione sino a 30 anni di carcere. Il sostituto procuratore Piero Capizzoto ha depositato gli accertamenti, eseguiti nei laboratori forensi di Roma, sui frammenti degli abiti della vittima per stabilire il liquido infiammabile utilizzato dall'assassino e smontare il suo alibi.

Gli investigatori. L’indagine sul femminicidio venne svolta dalla squadra Mobile che riuscì in tempi brevissimi non solo a catturare il responsabile, ma a trovare prove inconfutabili della sua colpevolezza. (l.t.)

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