Sicurezza
Comune, ok panino da casa ma niente contaminazioni
La vicesindaco Vietina accoglie la nota del ministero ma sottolinea un punto «Rispetto dell’igiene e no ai miscugli tra i cibi della mensa e quelli dei genitori»
Il panino si mangerà a scuola, ma con quali procedure e modalità, non è ancora chiaro. Dopo la nota del ministero dell’Istruzione, datata 3 marzo, in cui si invitano i dirigenti degli uffici scolastici a creare le condizioni per consentire il consumo dello spuntino portato da casa, i genitori segnano un punto a loro favore nella battaglia per usufruire di questo diritto. Il giorno dopo il Comune di Lucca, prende atto della comunicazione del dicastero, ma pone l’accento su un altro aspetto contenuto nella nota: ovvero la necessità di evitare contaminazioni tra i cibi della mensa e i cibi portati da casa e sulle procedure e le precauzioni da adottare per garantire il rispetto delle normative igieniche. Palazzo Orsetti affida le sue considerazioni a una stringata nota della vicesindaco Ilaria Vietina.
«La nota del ministero dell'Istruzione – spiega Vietina in una nota, in qualità di assessore alla scuola – conferma quanto il sindaco Alessandro Tambellini aveva annunciato a settembre dello scorso anno. Il ministero dell'Istruzione annuncia che il ministero della Salute sta predisponendo un tavolo tecnico per l'aggiornamento delle linee guida sulla ristorazione scolastica. La nota in questione, tra le altre cose, rinvia alla necessità di evitare le contaminazioni tra i cibi della mensa e cibi portati da casa, procedure opportune affinché la consumazione dei pasti possa svolgersi secondo le norme definite dal ministero della Salute. Il momento del pasto a scuola è un momento educativo primario e l'amministrazione farà il possibile per favorire, per quanto di propria competenza, l'inclusione e il sereno svolgersi anche di questo aspetto della vita scolastica. Confermiamo – conclude l’assessore Vietina – l'impegno nella ricerca di soluzioni che siano rispettose delle varie posizioni nel solco delle linee guida ministeriali che giungeranno».
La materia è complessa e ancora non sono chiare le modalità in cui questo percorso inclusivo dovrà essere realizzato. I dati normativi, infatti, sono ancora legati al periodo antecedente le pronunce giurisprudenziali che hanno riconosciuto alle famiglie il diritto di usufruire in modo parziale del tempo mensa attraverso la consumazione, negli stessi locali destinaziti alla refezione, del pasto preparato in ambito domestico. La nota del ministero, per quanto articolata e complessa, non aggiunge nulla di nuovo rispetto alle competenze degli enti locali e si rivolge ai dirigenti degli istituti scolastici, in attesa delle nuove linee guida e dei ricorsi annunciati dallo stesso ministero rispetto ai pronunciamenti dei giudici.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
