Sicurezza
Valore ha chiesto di poter costruire in viale Einaudi
L’analisi delle osservazioni presentate al piano strutturale Lazzareschi vorrebbe uffici e hotel agli ex magazzini
LUCCA. Ci hanno riprovato, a rendere edificabili i terreni del Parco di Sant’Anna. Con un’osservazione al piano strutturale, la Valore, il Tribunale di Prato e i due curatori fallimentari Evaristo Ricci e Paolo Biancalani hanno chiesto di inserire l’area all’interno del territorio urbanizzato (il piano la considera “area agricola periurbana”) e di prevedere varie destinazioi d’uso: residenziale pubblica, residenziale convenzionata, housing sociale, servizi pubblici, ricettivo-alberghiero, commerciale. Osservazione non accolta, visto che in primis gli uffici comunali non hanno ritenuto di dover cambiare il perimetro del territorio urbanizzato; inoltre, hanno ricordato che le destinazioni d’uso sono stabilite dal piano operativo (il nuovo nome del regolamento urbanistico). Il tentativo dei curatori di Valore, che si spiega con il maggior prezzo che all’asta fallimentare potrebbe avere un terreno edificabile rispetto a uno agricolo è solo uno dei tantissimi spunti contenuti nelle oltre 400 osservazioni presentate e votate una per una nel consiglio-fiume che ha dato il via libera al piano strutturale.
Scorrendo il documento si viene a scoprire, ad esempio, che Esselunga ha grandi progetti per il proprio punto vendita di San Concordio: ha infatti chiesto al Comune di prevedere l’incremento di 1.100 mq a destinazione commerciale nell’Utoe 3 (cioè la zona di San Concordio), «per non precludere un futuro ampliamento del supermercato».
Richiesta anche questa non accolta: «Non si ravvisano motivi per attribuire nuove quantità di dimensionamento», scrivono i tecnici del Comune.
Niente da fare nemmno per la proprietà del Grand hotel Guinigi sulla via Romana, che ha chiesto di poter utilizzare l’area a corredo dell’albergo per realizzare «un parcheggio coperto con sovrastanti pannelli fotovoltaici, nonché spazi d destinare ad attività congressuali, di somministrazione e di servizio alla struttura alberghiera».
Come nel caso di Valore, il Comune ha però deciso di far rimanere l’area fuori dal territorio urbanizzato, impedendo di fatto la realizzazione delle opere.
Le richieste legate all’attività ricettiva sono ricorrenti. Ad esempio interessano anche gli ex magazzini della Manifattura Tabacchi in via Nazario Sauro, che sono stati acquistati all’asta fallimentare da una società della famiglia Lazzareschi (Sofidel). La richiesta al Comune è stata di aumentare le superfici dell’Utoe riservate al direzionale e, appunto, al turistico ricettivo, visto la presenza nella zona di altri complessi di notevoli dimensioni (Campo di Marte, mrcato di Pulia, Lapasca).
Tuttavia il Comune ha ritenuto che non siano stati apportati «effettivi e comprovati dati tecnici» a favore della tesi, rigettando l’osservazione. Ciò, però, non vuol dire che Lazzareschi non potrà realizzare il suo disegno: piuttosto, non potrà farlo se già le metrature saranno state “mangiate” da altri progetti.
Anche la Seven di Marco Severini, proprietaria delle ex officine Lenzi a San Concordio, ha chiesto di poter variare il “mix” di attività previste: ora, infatti, il 60% è a terziario-direzionale, ma questa soluzione non viene ritenuta «più economicamente sostenibile».
E allora si chiede di aumentare la turistico ricettivo da 3.200 mq a 5.500 mq e quella residenziale, da 6.400 a 10.000 mq. Anche in questo caso, però, non c’è stato accoglimento, visto che si ritiene non siano stati portati dati tecnici a supporto dell’osservazione.
Restando a San Concordio, anche l’hotel Napoleon si è fatto avanti per realizzare una sala polivalente turistico-ricettiva. In questo caso l’osservazione è stata giudicata “non pertinente” perché - si spiega - sarà compito del piano operativo dettagliare questi aspetti.
Infine, anche i fondi proprietari dell’ex cartiera Pasquini in via Buiamontti hanno chiesto «un congruo aumento» della superficie per funzioni turistico ricettive della Utoe.
Il Comune ha sostenuto però anche in questo caso che non ci fossero «effettivi e comprovati dati tecnici» dietro questa osservazione e ha ricordato che il piano strutturale per l’ambito del parco urbano del condotto pubblico privilegia funzioi pubbliche e di uso pubblico, anche se non esclude quelle private ritenute compatibili.
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