La manifestazione
In Garfagnana 10mila case a rischio sismico
LUCCA. In Lunigiana ci sono ancora 10mila case su un totale di 28mila da mettere in sicurezza contro il rischio sismico di secondo livello. Altre 10mila case su un complessivo di 29mila si trovano...
LUCCA. In Lunigiana ci sono ancora 10mila case su un totale di 28mila da mettere in sicurezza contro il rischio sismico di secondo livello. Altre 10mila case su un complessivo di 29mila si trovano sulle montagne della Garfagnana. Sono passati quattro anni dall'ultimo terremoto che mise a dura prova le popolazioni di questi territori, ma non è stato fatto ancora nulla per adeguare gli edifici. E' l'ordine degli architetti della Toscana che mette in fila tutti i numeri sulle abitazioni a rischio terremoto.
Il focus sulla provincia di Massa Carrara, di cui fa parte la Lunigiana, conta quasi 60mila case nelle zone a rischio 2 e 3. Mentre la provincia di Lucca, di cui fa parte la Garfagnana, arriva poco sotto quota 130mila abitazioni. Quali gli interventi da fare subito? «Nei borghi storici vanno messe le catene ai quattro lati delle abitazioni in pericolo, mentre per tutte le case si dovrebbero fare dei lavori per evitare che le travi battano sulla muratura soprastante», dice il responsabile della commissione strutture dell'ordine degli architetti di Firenze Maurizio Ferrini. Ma sono passati quattro anni e non è cambiato niente.
Lo scenario regionale è ancora più preoccupante. Sono circa 813mila le abitazioni da mettere in sicurezza in Toscana, di cui 749mila ricadono nelle zone a rischio sismico 2 e 3, su una scala da 1 a 4 in ordine decrescente. Sono 256 i comuni coinvolti su un totale di 280, compresa tutta la provincia di Firenze, che ricade per la zona montana del Mugello in zona 2.
Oltre 175mila gli edifici in questa fascia di rischio in tutta la regione, distribuiti su tutte le province eccetto Pisa e Livorno. Escludendo Massa Carrara e Lucca di cui abbiamo già detto, si contano più di 52mila case in provincia di Arezzo, 19mila nella città metropolitana di Firenze, 8.800 circa a Prato, quasi 4mila a Siena e 3.600 a Grosseto. Per un totale di oltre 600mila residenti coinvolti. Sono più di mezzo milione, invece, gli edifici toscani che rientrano nella zona di rischio 3. «Ecco perché - dice Elvio Cecchini, coordinatore della Federazione architetti pianificatori paesaggisti e conservatori della Toscana - quasi tutta la regione rientra nel maxi piano di messa in sicurezza del territorio tramite il meccanismo del “Sisma bonus”. Con il tetto di spesa per calcolare la detrazione Irpef e Ires che arriva fino a 96mila euro».Da segnalare il Comune di Pescaglia che ha aperto un bando per ottenere contributi ai cittadini che vogliano realizzare interventi sulle parti strutturali degli edifici. Bando e relativa modulistica sono pubblicati sul sito www.comune.pescaglia.lu.it .
Samuele Bartolini
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