Il Tirreno

Lucca

Con il “panino” da casa si mangerà insieme agli altri

di Alessandro Bientinesi
Con il “panino” da casa si mangerà insieme agli altri

La nota del ministero ai direttori è chiara e rivoluzionaria «Stesse precauzioni tra cibo domestico e della scuola»

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LUCCA. La nota è del 3 marzo e sancisce l’ennesimo punto a favore di chi si sta battendo per avere riconosciuto il diritto dei propri figli a consumare il pasto da casa in contemporanea e negli stessi locali mensa di chi sceglie, invece, il servizio di refezione scolastica. Poco più di una pagina nella quale il ministero dell’istruzione si rivolge ai direttori degli uffici scolastici italiani affinché si creino le condizioni per garantire in pieno tale diritto. Se non è una rivoluzione poco ci manca. Una missiva che a Lucca viene accolta, e non poteva essere altrimenti, positivamente dai genitori che, in particolare nel comitato “la scuola che vogliamo”, stanno portando avanti questa battaglia da quasi due anni.

«Dal mese di giugno alcune pronunce giurisprudenziali hanno riconosciuto alle famiglie il diritto di usufruire in modo parziale del tempo mensa attraverso la consumazione, negli stessi locali destinati alla refezione, del pasto preparato in ambito domestico in alternativa al servizio mensa erogato dalla scuola - si legge nella nota del 3 marzo scorso del Miur -. In tal proposito il ministero ha avviato un confronto tra tutti i soggetti istituzionali al fine di individuare possibili linee di condotta uniformi su tutto il territorio nazionale».

Non solo, il ministero della pubblica istruzione, insieme a quello della salute, ha costituito un tavolo tecnico che dovrà procedere all’aggiornamento delle linee guida sulla ristorazione scolastica. In molti Comuni, e il caso di Capannori è uno di questi, si è preferito anticipare quello che questa nota, e in parte le decisioni a livello ministeriale che ne seguiranno, si prefiggono in tema di pasto domestico. Modifica di un solo articolo del regolamento comunale e richieste dei genitori che voglio il pasto cucinato a casa nella sala mensa delle scuole garantito senza troppi problemi.

«A Lucca, invece, è tutto fermo alla promessa fatta durante l’incontro del 21 settembre dal sindaco Alessandro Tambellini - spiegano i genitori del comitato “la scuola che vogliamo” -. Da quella data, però, tutto è rimasto fermo, un silenzio che fatichiamo a capire alla luce di quanto sta avvenendo nelle altre amministrazioni comunali. Chiedevamo anche maggiori garanzie sulla qualità del cibo offerto durante la refezione scolastica, ma da parte dell’amministrazione abbiamo avuto sempre un muro».

La lettera del Miur, firmata dal capo dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione Rosa De Pasquale, chiede ai dirigenti scolastici di «adottare, in presenza di alunni ammessi a consumare cibi preparati da casa, precauzioni analoghe a quelle adottate nell’ipotesi di somministrazioni dei pasti speciali». Questo è il passaggio chiave. Il ministero, dunque, invita le scuole, ma l’appello vale anche per le altre istituzioni coinvolte, ad adottare in tema di igiene degli alimenti, le stesse procedure e precauzioni sia per i pasti forniti dal servizio mensa che per quelli portati da casa.

Non solo, il ministero invita, poi, ad un confronto produttivo proprio con le famiglie. «Una cosa - concludono i genitori del comitato - che in questi mesi è assolutamente venuta a mancare».

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