Il Tirreno

Lucca

Pericolo sotto la torre vigili del fuoco al lavoro per 7 ore

Pericolo sotto la torre vigili del fuoco al lavoro per 7 ore

Circa quattro metri di grondaia distaccati e penzolanti Per rimuoverla sono intervenuti gli esperti speleo-alpinisti

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LUCCA. Quattro metri circa di canaletta che penzola nel vuoto, attaccata solo per un lembo alla grondaia restante intorno al tetto della torre delle Ore. Penzola dal lato sinistro della torre, praticamente sopra la testa di tutti coloro che passeggiano in via Fillungo - e sono tantissimi ogni giorno - e rischia di portarsi dietro, col suo peso, alcune tegole. Un pericolo vero e proprio per chissà quanti passanti, ignari di quello che stava accadendo circa cinquanta metri sopra le loro teste: tanto misura la torre più alta di Lucca.

Ci sono volute sette ore per ripristinare la sicurezza del tetto della torre. Sette ore in cui i vigili del fuoco hanno lavorato alacremente e con grande discrezione, senza far trapelare il minimo senso di allarme per quanti passavano di lì. Il breve tratto di strada davanti l’entrata della torre è stato chiuso al transito con transenne gialle intorno alle 11 di martedì 14 marzo, la vigilia della riapertura del monumento dopo la chiusura invernale: l’allarme era scattato poco prima, verso le 10,15.

Da quel momento le operazioni di messa in sicurezza sono andate avanti a ritmo serrato. In prima battuta è stato eseguito il sopralluogo per rendersi conto dell’intervento necessario: se la grondaia penzolante non fosse stata tagliata sarebbe caduta sui tetti sottostanti e da qui sarebbe rimbalzata su via Fillungo.

È stato impossibile operare dall’esterno con l’autoscala, per un motivo semplice: la torre è alta cinquanta metri e l’autoscala non arriva oltre i ventisette. A fine mattinata l’ingegnere dei vigili del fuoco Maria Saccone parlando del distacco della gronda lo definisce «un intervento urgente in quanto minaccia la principale viabilità della città. Abbiamo messo a punto un piano con direzione regionale - spiega - per intervenire dall’alto con il personale specializzato del Saf (soccorso alpino speleologico, ndr). Si uscirà dalla botola del tetto per metterlo in sicurezza. Si tratta di un intervento urgente perché riguarda la maggiore arteria del centro storico. Poi con i tempi dovuti il responsabili dell’Opera delle Mura provvederanno al ripristino della grondaia. Durante l’intervento la viabilità davanti alla torre sarà chiusa».

Le operazioni sono andate avanti realmente così. Per la sicurezza della torre e dei passanti ha operato una squadra di otto vigili del fuoco, di cui tre chiamati dai comandi di Pisa e Viareggio: il personale Saf, appunto. Arrivati in cima alla torre, in corrispondenza della campana, i vigili del fuoco hanno montato le scale leggere per circa cinque metri di altezza: così sono arrivati al tetto e da qui, aperta la botola, sono andati sopra, imbracati con le corde. Intorno alle 16 un vigile sul tetto, tenuto da corde, ha cominciato a tagliare in pezzi la grondaia che oscillava nel vuoto. L’intervento è terminato che erano le 17.

Secondo il resoconto dei vigili del fuoco, la causa più probabile del distacco è da ricondurre al forte vento dei giorni scorsi e alla vetustà della grondaia.

Ad ogni modo, il presidente dell’Opera delle Mura Alessandro Biancalana annuncia che nei prossimi giorni «faremo un sopralluogo per assicurarsi delle reali motivazioni all’origine del distacco». Ironia della sorte proprio nelle ultime settimane erano terminati i lavori di ristrutturazione della torre delle Ore: rifacimento della scala, miglioramento degli infissi. Era stato ripulito dal guano il vano aperto della torre: ma ieri i vigili del fuoco ne hanno trovato eccome. Da qui la possibilità, ventilata sempre da Biancalana, che quanto prima, si possa intervenire sulla sommità della torre per eliminare il problema dei piccioni inserendo delle reti.

Intanto oggi la torre riapre: osserverà orario primaverile dalle 9,30 alle 17,30. In estate l’orario verrà allungato e gli operatori alla biglietteria da uno diventeranno due.

Barbara Antoni

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