Il Tirreno

Lucca

I figli dei reduci Usa sulle orme dei padri

di Rossella Lucchesi
I figli dei reduci Usa sulle orme dei padri

Turismo della memoria per quattro statunitensi che hanno ripercorso i luoghi dei combattimenti della Linea Gotica

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LUCCA. Un viaggio nei luoghi della provincia di Lucca che furono teatro dei maggiori eventi storici accaduti sul nostro territorio durante la seconda guerra mondiale. Un tuffo nel passato per riportare alla mente uno dei periodi più tristi della storia del Novecento che il trascorrere del tempo non è riuscito a cancellare e che ha lasciato tracce indelebili in quelli che furono i suoi protagonisti.

Frammenti di una vita a mille all'ora e di straordinarie imprese militari che sembrano sospese nel tempo, giusto per essere rivissute da amici e parenti di soldati e ufficiali afroamericani che durante il conflitto furono impegnati nelle diverse operazioni militari che interessarono il nostro territorio provinciale. Era il desiderio che coltivavano da tempo, rivedere i luoghi dove i congiunti avevano lottato e sofferto, lontano dagli affetti più cari. E ieri questo desiderio si è avverato con l'arrivo a Lucca, direttamente dagli Stati Uniti, di un gruppo di familiari di militari americani, venuti apposta per conoscere i luoghi in cui i loro amici e congiunti avevano a lungo prestato servizio. Tra essi il professor James Pratt, docente alla Cornell University di New York che più volte è stato a Lucca per accompagnare i suoi allievi sui luoghi in cui il padre Charles, capitano del 2° reggimento/366 fanteria dislocato a Barga, al comando presso l'hotel Libano, combatté a lungo.

La peculiarità del battaglione, aggregato alla 92ma divisione "Buffalo" stava nel fatto che esso era caratterizzato esclusivamente da militari afroamericani, sia che fossero soldati semplici che ufficiali. Afroamericani sono anche i due compagni di viaggio lucchese di Pratt: Robert Brown che risiede a Washington ed è figlio del tenente che portava il suo stesso nome, al quale si è ispirato il regista Spike Lee per il romanzo cinematografico "Miracolo a Sant'Anna" e William Phelis che come l'amico ha ereditato il nome dal padre, anch'egli ufficiale del reggimento 366 e adesso vive con la famiglia in California.

Nostalgia, gioia e curiosità per questa avventura lucchese, ma soprattutto tanta emozione negli sguardi e nella voce dei tre uomini che hanno così potuto ripercorrere le imprese dei loro cari e rivedere i posti in cui avevano vissuto per qualche tempo. "Gancio" dell'operazione il Ten. Col. (Ris.) Vittorio Lino Biondi, forte di due importanti riconoscimenti conferiti dal governo americano per l'impegno nell'opera di ricerca e valorizzazione storica delle unità americane combattenti lungo il sentiero tirrenico della Linea Gotica. Il militare lucchese ha accolto gli ospiti di ritorno dall'escursione sulla Linea Gotica di Borgo a Mozzano e, dopo una pausa conviviale, ha fatto loro da Cicerone al museo della Liberazione di via S. Andrea, insieme al custode Franco Lombardi. Biondi ha parlato della presenza, durante la guerra, delle truppe di colore nella provincia di Lucca che si fecero notare per due eccezionali atti di coraggio che nel 1944 portarono al conferimento della Medal of Honor, la massima onorificenza americana, a due ufficiali afroamericani per il loro successo militare: il tenente Vernon Baker in Versilia e il tenente Robert Fox a Sommocolonia. Uno scambio di doni ha suggellato la visita al museo, poi un salto alla Domus Romana e una passeggiata nei luoghi storici di Lucca. In primis a Porta S. Pietro, dove il 5 settembre del '44 le unità americane entrarono guidate dal capitano Charles Gandy che morirà l'anno successivo a Pietrasanta. Una giornata, insomma, densa di emozioni per il gruppo di americani che poi proseguirà per le principali località italiane toccate dagli eventi della seconda guerra Mondiale, prima di tornare in Patria. E questo, secondo Biondi, potrebbe essere uno stimolo per iniziare a pensare a un progetto sul turismo della Memoria «molto richiesto da migliaia di appassionati di storia di tutto il mondo, ma anche, come in questo caso, da coloro per i quali certi luoghi rappresentano ricordi importanti» aggiunge appellandosi alle istituzioni e ai tour operator lucchesi, affinché si dia vita a un progetto condiviso che potrebbe dare slancio al turismo del territorio, data la presenza di un'infinità di luoghi capaci di raccontare pezzi importanti di storia.

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