Il Tirreno

Lucca

Nottolini, operazione recupero idee per “cucire” il taglio dell’A11

di Gianni Parrini
Nottolini, operazione recupero idee per “cucire” il taglio dell’A11

Il 20 aprile un workshop a San Micheletto: Comune, Provincia, Soprintendenza e Fai fanno squadra E la Fondazione Crl potrebbe rivolgere attenzione (e soldi) all’infrastruttura monumentale

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LUCCA. Acquedotto Nottolini, parte l’operazione recupero. Comune, Provincia, Fai, Soprintendenza e Fondazione Crl fanno squadra per restituire il capolavoro di ingegneria idraulica alla cittadinanza: restauro del tempietto di San Concordio e di tutte le arcate, sistemazione delle fontane e un parco attraversato da piste ciclabili e percorsi pedonali. Non solo: si parla di un concorso di idee per “ricucire” la ferita inferta nel 1962, con l’ampliamento dell’A11. Di questo ed altro si parlerà il 20 aprile a San Micheletto, nel corso di un workshop organizzato dalla delegazione lucchese del Fai, il Fondo ambiente italiano che da anni si batte per la salvaguardia del patrimonio naturale e architettonico del Belpaese attraverso il concorso “I luoghi del cuore”. «Già dal 2004 – racconta Maria Talarico, responsabile della delegazione Fai Lucca e Massa Carrara – ci siamo accorti che alcuni cittadini votavano l’acquedotto del Nottolini nonostante non ci fosse mai stata una vera e propria mobilitazione da parte delle istituzioni. Segno che questa infrastruttura è molto amata dai lucchesi e non solo. Ora i tempi sembrano maturi per una sua valorizzazione: nel 2016 si è conclusa l’ottava edizione del censimento “I luoghi del cuore” e per la prossima tornata vogliamo promuovere la candidatura del Nottolini».

Non è la prima volta che l’acquedotto realizzato nell’800 viene inserito all’interno di un concorso di questo tipo: lo scorso anno il governo aveva messo sul tavolo 150 milioni per recuperare luoghi abbandonati scelti dai cittadini con l’invio di una mail. Ma la mobilitazione intorno all’acquedotto non fu ben organizzata e non arrivò un euro. Stavolta si punta a fare le cose in grande. Intanto il Comune ha mosso i primi passi nell’ottica della valorizzazione del monumento: nel piano strutturale l’area del Nottolini è individuata come “parco” e questo consentirà – una volta trovate le risorse – di eseguire gli interventi previsti nel progetto di recupero: piste ciclabili e percorsi pedonali, restauro e consolidamento. «L’obiettivo – spiegano gli assessori Francesca Pierotti e Serena Mammini – è rendere il Nottolini un luogo frequentato e vissuto». C’è anche l’idea di rimarginare la ferita prodotta dall’allargamento dell’A11, che costrinse gli ingegneri a buttare giù alcune arcate “tagliando” l’opera. Si pensa a un concorso di idee per “ricucire” i due monconi magari con una sorta di ponte. Ma per trasformare in atto i buoni propositi servono soldi. E molti. Solo 300mila euro sono necessari al restauro del tempietto di San Concordio. Se le risorse non arriveranno dal concorso Fai (dove c’è Intesa San Paolo), potrebbe pensarci qualche istituzione locale. E come sempre avviene in questi casi, gli sguardi si rivolgono verso San Micheletto, sede della Fondazione Crl, dove – guarda caso – si terrà il workshop del 20 aprile. Presente anche il direttore tecnico Franco Mungai. Siamo in un momento di passaggio: l’era Lattanzi volge al termine e a fine aprile verrà ufficializzato il nuovo presidente. Ma i bene informati assicurano che l’attenzione dell’ente sul Nottolini soprattutto ora che sono terminati i lavori per i 500 anni delle Mura. L’acquedotto potrebbe essere il prossimo beneficiario della munificenza della Fondazione.

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