Il Tirreno

Lucca

Anziana morta, inchiesta della procura

La nipote denuncia un’ipotesi di circonvenzione d’incapace da parte dell’infermiere che aveva in carico l’ottuagenaria

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LUCCA. Un decesso che, secondo i familiari dell’ottuagenaria defunta, nasconde dei reati su cui la procura della Repubblica deve fare piena luce. Il legale della nipote della pensionata di 82 anni - originaria della provincia di Pistoia e morta una decina di giorni orsono - che è stata ricoverata alla clinica Barbantini in centro storico ha chiesto ai carabinieri l’acquisizione della cartella clinica con la relativa documentazione medica sia alla clinica medesima sia all’ospedale San Luca sia alla clinica San Rossore di Pisa dove l’anziana è stata ospite e sottoposta a una serie di cure. Non si contestano colpe mediche di sorta. Semmai un’ipotesi di circonvenzione d’incapace e di violenza privata. Perché, stando alla nipote cinquantenne della vittima, non è tanto la malattia che ha portato al decesso l’anziana quanto la gestione della paziente da parte di un infermiere che da un paio d’anni decideva sui ricoveri, sulle cure e sugli interventi chirurgici dell’anziana donna. Per questo la nipote, attraverso un avvocato, ha presentato due esposti-denuncia: uno alla procura di Pistoia, dove risiedeva la de cuius, e un altro alla procura di Lucca, nel territorio dove la pensionata è trapassata.

L’eredità. Sullo sfondo della vicenda c’è un patrimonio importante stimato, tra titoli, polizze, conti correnti, beni mobili di alto pregio e rarità e gioielli, in oltre un milione di euro. Una somma considerevole che, per la denunciante, potrebbe finire in possesso di terze persone. In particolare la nipote teme che l’infermiere, anche lui residente nella provincia di Pistoia, dopo aver ottenuto nell’ottobre 2016 il rilascio di una procura speciale dall’ottuagenaria abbia potuto depauperare i conti correnti e i depositi bancari della stessa. Tra l’altro, sempre stando all’accusa, tra novembre e dicembre l’anziana avrebbe redatto un testamento alla presenza di un notaio.

La storia. Tutto nasce all’inizio del 2016 quando l’anziana, colpita dal lutto della perdita della sorella maggiore novantenne che viveva con lei, inizia a chiedere la presenza sistematica di un infermiere conosciuto precedentemente e che curava la sorella maggiore. Per l’accusa il rapporto tra infermiere e paziente si fa talmente stretto che l’anziana lo nomina beneficiante di una polizza a lei intestata e ad agosto 2016, quando l’anziana accusa malori, la convince a un ricovero alla clinica San Rossore. Al termine della degenza inizia un calvario che si conclude con il decesso avvenuto agli inizi di marzo a Lucca.(l.t.) (v.b.)

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