Il Tirreno

Lucca

Il regalo dimenticato dal Comune

Il regalo dimenticato dal Comune

Abbandonato nonostante le promesse il plastico donato da Luciano Nicolosi

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LUCCA. Erano i primi anni '60 e Luciano Nicolosi, vero appassionato del mondo ferromodellistico, iniziò a dar vita a un plastico, ricco di scambi, gallerie e villaggi. Un complesso di oltre 20 metri quadrati, che nel tempo si è perfezionato, grazie alla dedizione di Nicolosi e di alcuni suoi amici. Ma nel marzo del 1995 il primo presidente del Claf (Club Lucchese Amatori Ferrovie) venne a mancare. A 3 anni dalla morte di Luciano il plastico ferroviario, ubificato in via del Battistero, richiedeva una nuova sistemazione, in quanto l'appartamento doveva essere lasciato libero perché messo in vendita dai propietari. Vista la mole la struttura venne smontata in 3 tronconi, e grazie alla disponibilità dei canonici regolari lateranensi il tutto venne rimontato - con l'aiuto di alcuni appassionati e soci del Claf - nei locali di Santa Maria Bianca Forisportam.

Dal 1998 al 2005, anno in cui la famiglia Nicolosi ha deciso di donare il plastico al comune, ogni martedi sera i soci del Claf si riunivano per fare alcuni lavori di manutenzione e provare i loro modellini, dai più semplici a quelli più complessi. Il plastico di Luciano Nicolosi è stato donato al Comune di Lucca – all'epoca della giunta Fazzi – per metterlo a disposizione degli appassionati; oltre a questo, il Comune si era preso il compito di tenere con cura l'opera. Ma con il passare degli anni, l'accordo non è stato per niente rispettato.

Il complesso è stato portato all'ex manifattura tabacchi, ed è andato incontro a un progressivo deterioramento (pezzi mancanti, ferrovie staccate, mucchi di polvere e così via). Ma nel febbraio del 2015 qualcosa sembrò muoversi; l'attuale amministrazione si interessò al caso, mettendo in salvo l'opera, che fino a poche settimane prima era destinata alla distruzione, all'insaputa della famiglia di Nicolosi. Ma dopo questo primo interessamento le cose non sono cambiate.

«La nostra famiglia decise di donare il plastico al Comune come da desiderio di mio Nonno – racconta il nipote Andrea – ma dal momento in cui è stato donato, non abbiamo mai saputo nulla sullo stato dell'opera; quando 2 anni fa siamo riusciti a vedere il degrado in cui versava e continua a versare il plastico di mio nonno, la rabbia dentro me è stata tanta, perché oltre al valore economico importante, per la mia famiglia il valore affettivo è mille volte più grande. L'amministrazione attuale si è interessata inizialmente, ma dopo nulla si è mosso, quindi sono qua a chiedere concretezza da parte dell'amministrazione, perché di promesse in questi 20 anni ne sono state fatte tante e vorrei fare di tutto per far diventare realtà il desiderio di mio nonno, ma se questo non sarà possibile, io e la mia famiglia siamo disposti a valutare altre strade, come portare fuori da Lucca il plastico».

Sono 20 anni che questa storia non ha fine, c'è solo da sperare che qualcosa si muova al più presto, concretamente, per rispetto di una famiglia, alla quale sono state fatte tante promesse, ma nessuna mantenuta al momento.

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