Italia
Stop agli straordinari alla Snai
La decisione della Rsu dopo l’annuncio di 55 licenziamenti alla sede di Porcari
PORCARI. Blocco delle flessibilità e del lavoro straordinario alla Snai. Un'iniziativa proclamata ieri dalle Rsu dopo la decisione dei vertici aziendali di aprire formalmente le procedure per il licenziamento collettivo di 55 dipendenti dello stabilimento di Porcari.
Sulla decisione, però, non c'è stata piena condivisione all'interno rappresentanze sindacali unitari dell'azienda porcarese. A favore hanno votato i 4 delegati Rsu della Fiom-Cgil, mentre i due rapresentanti della Rsu della Fim-Cisl non hanno approvato la mozione: 4 sì, 2 no l'esito della votazione.
«Ci sembra assurdo che si facciano straordinari nei reparti dove sono stati dichiarati gli esuberi – spiega Roberta Tessindori Bernini dellea Rsu Fiom Snai – dopo la decisione di aprire la procedura di licenziamento quella di bloccare gli straordinari, specialmente per i part time, ci è sembrata l’unica soluzione. Capisco che ci sono reparti che devono fare orari particolari, ma allora ci deve essere concertazione. Su certe posizioni saremo duri, ma lo facciamo nell'interesse dei lavoratori. C'è una battaglia comune che andrà avanti, sia per gli esuberi sia per gli ammortizzatori sociali». Per la Rsu Fim-Csil invece quella del «blocco degli straordinari e della flessibilità è una misura prematura», come spiega il rappresentante Alessandro Giambastiani.
Una scelta arrivata tre giorni dopo l'assemblea per informare i lavoratori sull'incontro di Roma tra i sindacati e la direzione aziendale. Il numero degli esuberi è sceso, ma per 55 lavoratori e le loro famiglie il futuro è drammatico. A questa situazione difficile si aggiunge il verdetto dell'Inps (secondo l'istituto il corretto inquadramento è quello del terziario e non quello dell'industria). Una doccia fredda per i lavoratori in esubero che, potenzialmente, dovrebbero beneficiare di ammortizzatori sociali, ma che alla luce della recente vertenza con l'istituto potrebbero avere meno garanzie per contratti di solidarietà e cassa integrazione.
Il 21 marzo l'azienda aprirà la procedura di riduzione di personale e da quella data partirà un periodo di confronto sindacale per trovare soluzioni alternative agli esuberi. I sindacati si batteranno per un piano di rilancio aziendale che garantisca i livelli occupazionali ed eviti i licenziamenti. Intanto Il gruppo Snai è prossimo al cambio di denominazione in Snaitech dopo la fusione con la società Cogetech. Nell'assemblea del 13 marzo l'azienda proporrà un piano di incentivazione per l'amministratore delegato e i dirigenti del gruppo collegato ai risultati che la società raggiungerà.
Nicola Nucci
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