Il Tirreno

Lucca

Scoperto un canile abusivo a Meati

Scoperto un canile abusivo a Meati

All’interno esemplari di american staffordshire terrier e dogo argentino pronti per essere venduti, anche via internet

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LUCCA. I latrati dei cuccioli si sentivano da lontano, ma quel recinto isolato in mezzo alla campagna di Lucca non attirava – anche per la sua posizione isolata – l'attenzione più di tanto. Dietro una rete fatiscente, coperti a malapena con lamiere, tavole o altri materiali di fortuna, chi si avvicinava veniva accolto dall'abbaio furioso di cani da guardia che custodivano, ironia della sorte, un canile clandestino dove venivano allevati cani di una razza pregiata, venduti poi al nero e senza alcun rispetto della normativa in materia secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine.

È la prima operazione condotta dalle ex guardie forestali lucchese da quando sono state inquadrate nell’arma dei carabinieri.

Teatro dell’operazione le campagne della frazione lucchese di Meati. Qui i carabinieri forestali del Nucleo Investigativo del Gruppo di Lucca, allertati dai militari del comando stazione dei carabinieri di San Concordio, si sono trovati, quando sono entrati all'interno della recinzione, circondati da ben trenta cani, di cui diciotto cuccioli pronti per la vendita, tutti ammassati in box di misure inadeguati e non idonei a garantire condizioni igienico sanitarie soddisfacenti, privi di apparati di canalizzazione e smaltimento dei liquami, che erano ammassati in un angolo.

Circa 25 i cani di razza (cui vanno aggiunti quelli messi di guardia), quasi tutti american staffordshire terrier e due esemplari di dogo argentino. Razze assai pregiate e ricercate, e gli animali, la cui vendita veniva anche pubblicizzata su internet, fornivano un cospicuo reddito alle persone che gestivano il canile abusivo. Gran parte degli animali presente è risultata non essere iscritta al registro canino e non avere il microchip obbligatorio. Nonostante questo ai compratori veniva fornito il pedigree del cane, che invece può essere emesso solo in presenza, appunto, di microchip e iscrizione al registro.

Per questo reato, e per accertare la destinazione dei cani già venduti, sono tutt'ora in corso accertamenti. In ogni caso i gestori del canile sono stati sanzionati per una serie di violazioni amministrative.

Inoltre è stato prescritto al responsabile del canile – un uomo di origine albanese – di provvedere con urgenza all'applicazione dei microchip identificativi a tutti i cani che ne erano sprovvisti, al fine della registrazione all'anagrafe canina, ed è stato chiesto all'autorità competente, ossia il sindaco, di disporre il successivo trasferimento urgente di tutti gli animali in strutture autorizzate.

Parallelamente la polizia municipale di Lucca ha rilevato anche una serie di strutture realizzate abusivamente a servizio del canile e conseguentemente ha proceduto al loro sequestro e alla denuncia del responsabile del canile.

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