Il Tirreno

Lucca

«Ogni Comune accolga cinque migranti in più»

di Luca Tronchetti
«Ogni Comune accolga cinque migranti in più»

La nuova prefetta fa appello alla solidarietà istituzionale

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LUCCA. Solidarietà istituzionale. Due parole che suonano come un «mantra» per Maria Laura Simonetti, la nuova prefetta che appena insediatasi si è trovata a fare i conti con l’impegno istituzionale della visita del Presidente della Repubblica e con il prossimo (10-11 aprile) e probante appuntamento con il vertice del G7 dei ministri degli Esteri che richiede un’altissima efficienza organizzativa. Il tutto nel bel mezzo del caos legato all’accoglienza dei migranti con la tensostruttura di via delle Tagliate al collasso e con alcuni comuni - in primis Pietrasanta e Montecarlo - che di profughi non ne vogliono sapere. Ma nelle difficoltà quotidiane la nuova prefetta - che proviene da una realtà complicata come Prato - si muove con grande determinazione e con quell’ottimismo tipicamente femminile che le deriva dalla capacità di lavorative a ritmi molto serrati, forse più teutonici che italici. Lei è arrivata da meno di un mese e ha già avuto una serie di incontri con molti sindaci dei comuni della Lucchesia.

Con cinque migranti in più. «Alle parole preferisco i fatti: gradualmente, ma in tempi ragionevoli, adotteremo il piano del ministero. Seguendo il criterio delle “unioni dei comuni”, già abituati a collaborare, e con l’aiuto fattivo del presidente della Provincia, Luca Menesini, che ringrazio per la disponibilità, ho già sentito i sindaci della Media Valle e, in parte, quelli della Versilia mentre ho già invitato quelli della Garfagnana e, procedendo a tappe forzate, il 15 marzo sentirò tutti i primi cittadini e avrò un quadro completo della situazione. Occorre allargare il ventaglio di accoglienza con minore impatto possibile sul territorio. E su questo punto ho trovato una condivisione totale. Come Prefettura chiediamo un ulteriore sforzo anche modesto e proporzionale ai contributi del piano dell’Anci. In ipotesi, facendo un semplice calcolo matematico, se i 33 comuni della Lucchesia riescono ad assorbire 5 migranti ciascuno, il punto di prima accoglienza alle Tagliate si svuota quasi interamente. Mi aspetto quindi un piccolo sforzo da parte di tutti. Non chiedo una solidarietà morale, ma istituzionale. Nell’ultimo mese abbiamo assistito a concreti e incoraggianti segnali positivi nell’accoglienza ai profughi. Ne sono arrivati cinquanta e non hanno creato aggravi nell’area della tensostruttura. Sono segnali incoraggianti, ma bisogna fare di più».

Ampliare la ricettività. L’incontro con i sindaci dei Comuni si chiuderà con una riunione plenaria in cui l’Anci illustrerà il piano Sprar (il sistema di protezione per i richiedenti asilo che vede coinvolti direttamente i Comuni) a cui sarà applicata la clausola di salvaguardia, che vuol incentivare le amministrazioni ad aderire alla rete che offre maggiori garanzie di inserimento del soggetto nel contesto sociale. E i comuni che entreranno nello Sprar avranno garantito il rispetto di una quota di 2,5 richiedenti asilo ogni 1000 abitanti e, senza il consenso delle amministrazioni, le prefetture non potranno aprire altri centri di accoglienza sul territorio : «In queste riunioni - dice il prefetto - illustreremo due circolari che chiariscono i requisiti minimi di sicurezza dei centri di accoglienza Sprar che non sono assimilabili a categorie normate». Si tratta di requisiti tecnico-strutturali straordinari previsti dal Ministero degli Interni e dalla Regione Toscana che consentiranno una valutazione caso per caso delle strutture messe a disposizione dei migranti: «Le circolari consentiranno di ampliare la ricettività delle strutture esistenti tenendo ben saldo il principio della sicurezza e dell’igiene per evitare tensioni tra istituzioni ed enti gestori. Vigili urbani e Asl si metteranno a disposizione degli enti per chiarimenti o visite alle strutture». Su un punto però Maria Laura Simonetti non usa mezzi termini: «Tutti mi hanno manifestato grandi difficoltà a reperire le strutture».

Arrivano i soldi. Resa nota la pubblicazione del cosiddetto «bonus gratitudine». «Sono in corso i conteggi legati al decreto che stanzia 500 euro a profugo per i vari comuni accoglienti (Lucca, per esempio, con 217 ospiti otterrà un bonus di 108mila 500 euro) che saranno utili agli enti in fase di impostazione dei loro bilanci».

Un nuovo bando. Sono sei i comuni della Lucchesia che non hanno fornito ospitalità ai migranti (Pietrasanta, Montecarlo, Villa Collemandina, San Romano, Fosciandora e Careggine): «Con il nuovo piano saranno coinvolti anche i comuni sotto i duemila abitanti. Punto molto sul dialogo, ma sono anche una donna pratica. Pubblicheremo un bando (manifestazione d’interesse selettivo) dedicato ai comuni sotto quota o a zero. Il vicario ha già incontrato i centri di accoglienza per la ricerca di nuove disponibilità. Contestualmente stiamo accertando, tramite la commissione territoriale di verifica, se tra i nostri ospiti non ve ne siano alcuni che tramite sentenze definitive abbiano perso il diritto all’accoglienza».

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