Attenzione
Casa per anziani fuorilegge scoperta a San Donato
A giudizio la quarantaduenne che gestiva la struttura I carabinieri dell’antisofisticazione hanno scoperto il caso
LUCCA. Una struttura assistenziale protetta che agiva in assenza di una qualsivoglia autorizzazione. Senza personale qualificato, senza i requisiti previsti dalla legge, senza una condizione igienico-sanitaria consona alla salute degli anziani ospiti. A gestirla una donna africana: Nicole Yongo Ikanga, 42 anni, originaria del Congo, ma da tempo residente in Lucchesia. Nei confronti della locataria dell’immobile situato in via San Donato la procura della Repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di abbandono di persone incapaci.
La scoperta. In quell’abitazione, che poteva essere scambiata tranquillamente per un piccolo «bed and breakfast» di periferia, erano ospiti quattro anziane donne. Che i loro parenti avevano sistemato in quella dimora forse perché le altre strutture pubbliche dell’Asl erano già occupate o forse perché il prezzo da pagare, pur nell’ordine di svariate centinaia di euro al mese, era comunque inferiore a quello di case di riposo certificate. Consapevoli o meno delle carenze strutturali avevano affidato le pensionate vedove e non autosufficienti all’immigrata che aveva alle sue dipendenze una ragazza italiana che si occupava, senza competenze specifiche, della cura delle anziane. Nessuno avrebbe scoperto cosa si celasse in quegli appartamenti se, lo scorso dicembre, una delle ospiti - 97 anni, lucchese - non fosse stata trasportata urgentemente all’ospedale San Luca per una broncopolmonite che da lì a poco l’ha condotta alla morte. A quel punto dall’ospedale hanno chiesto da dove provenisse quell’anziana e quando hanno saputo dell’esistenza di quella struttura dove c’erano altre ospiti non autosufficienti è stata informata l’autorità giudiziaria. A gennaio il nucleo anti sofisticazione dei carabinieri di Livorno è entrato in azione effettuando perquisizioni e sequestri.
Gli ospiti della struttura. Nelle stanze sono state trovate tre anziane ottuagenarie con problemi di salute, rispettivamente di 88, 86 e 80 anni. In un altro appartamento invece viveva un uomo di mezza età autosufficiente che pagava un regolare affitto e godeva di buona salute. I militari hanno riscontrato una serie di violazioni di carattere igienico e sanitario che verranno contestate a livello amministrativo. Nei confronti della donna africana che gestiva la struttura il sostituto procuratore Piero Alessandro Capizzoto ha formulato l’imputazione di abbandono di persone incapaci. La struttura di via San Donato non è stata posta sotto sequestro, ma le tre anziane ospiti sono state prese in carico dall’Asl e trasferite in alloggi per anziani.
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