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Ponte del Diavolo e Giglio, le eccezioni

Ponte del Diavolo e Giglio, le eccezioni

A Borgo a Mozzano via al progetto di rifacimento, mentre il teatro di Lucca trova risorse (poche) da privati

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LUCCA. Centomila euro per centomila “passaggi” all’anno. Sarebbe bastato che ognuna di queste persone avesse donato 1 euro per iniziare i lavori di riqualificazione al ponte del Diavolo. «Vero, abbiamo dei dati che parlano chiaro: ogni anno più di centomila persone salgono sul ponte - racconta il sindaco di Borgo a Mozzano, Patrizio Andreuccetti -. Un flusso di turisti importante, alcuni semplicemente di passaggio ma che sicuramente sono attratti da questa struttura molto riconoscibile in tutta Italia ma anche all’estero».

In realtà le donazioni, tramite il portale dell’Art Bonus, sono state poche da parte dei privati. Un benefattore anonimo ha stanziato 4500 euro, un altro 200 euro. Poi c’è stato il contributo importante di tre aziende del territorio. «L’opzione dell’Art Bonus, al quale come Comune abbiamo aderito fin dall’inizio, nel 2014, era vantaggiosa dal punto di vista fiscale per molte aziende - spiega ancora Andreuccetti -. Il progetto prevedeva interventi di riqualificazione e restauro vero e proprio della struttura e dei paramenti murari. Per questo, anche se compatibilmente con quanto richiesto dal meccanismo di Art Bonus, per chi offriva il suo contributo c’era anche l’opportunità di venire segnalato con il nome della propria azienda anche su una bacheca da inserire a completamento dell’opera. Visto che non si tratta di un monumento sperduto, anzi, ben visibile e di passaggio per chi si sposta dalla Valle del Serchio verso la Garfagnana, era anche un’ottima occasione di farsi una sorta di pubblicità».

Decisiva per l’avvio della prima tranche di lavori, però, è stata come sempre la Fondazione Crl. Un contributo pari all’80% di quanto raccolto tramite altri canali. Anche se, va detto, sul sito ufficiale del Comune di Borgo a Mozzano e sui social istituzionali questa opportunità è stata ben pubblicizzata.

Merita un approfondimento, poi, il caso del Teatro del Giglio. Il progetto pubblicato sul portale di Art Bonus era destinato semplicemente al sostegno dell’attività teatrale per il 2015 e il 2016. La richiesta era di quelle importanti, 3 milioni di euro divisi in un milione e mezzo per anno. I risultati non sono stati all’altezza, ma comunque 43.500 euro per il 2015 e 83.000 euro per il 2016, dunque con un trend in ascesa, sono stati ottenuti.

«Noi ci muoviamo molto sul territorio per intercettare realtà interessate a questo tipo di donazione - spiega Manrico Ferrucci, direttore generale del Teatro del Giglio -. Abbiamo riscontrato interesse in molte aziende, in particolare quelle legate al settore dell’alta teconologia, che vogliono dare un contributo anche a livello culturale. Ovviamente si tratta di qualcosa di nuovo e, dunque, anche se il meccanismo è molto semplice non è facile, almeno nei primi anni, ottenere dei contributi elevati».

Tra i Mecenati in questione c’è la Fondazione Puccini, quindi per certi versi legata al pubblico, e poi altre imprese. Un totale di contributi che, però, arriva in due anni ad appena 126.500 euro. «Continueremo, comunque, a spingere su questo canale, anche se le imprese che possono contribuire devono avere bilanci in attivo e non è sempre facile trovarle in questo periodo di persistente crisi economica - aggiunge Marrucci -. Quello dell’Art Bonus, almeno sul piano della sensibilizzazione e delle opportunità, è un progetto da non chiudere ma, anzi, da valorizzare perché può permettere di trovare soluzioni alternative di finanziamento». Finanziamenti che, in particolare nel settore pubblico, proprio per la cultura si sono ridotti sempre di più negli ultimi anni.

Alessandro Bientinesi

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