Sicurezza
La piazza è fucsia e urla il suo no alla violenza di genere
Striscioni, sagome delle vittime, sciarpe e scritte monocolore Anche Lucca si sveglia. E promette nuove mobilitazioni
LUCCA. A vederla da lontano piazza San Michele ieri sera sembrava avvolta in un nuvola fucsia. Erano i fiocchi sfavillanti che le donne lucchesi - e qualche uomo - sventolavano verso il cielo, per rivendicare parità e diritti. Non una di meno, uno slogan divenuto movimento e ora piattaforma da cui è partito lo sciopero dell'8 marzo, al quale hanno aderito più di 50 paesi nel mondo, e su cui è stata indetta la manifestazione che a Lucca, con il coordinamento dell'associazione Luna Onlus, ha portato in piazza circa 400 persone. Fiocchi fucsia, come il colore scelto dal movimento, che vuole avviare una rivendicazione internazionale di diritti come non accadeva da tempo, recuperando il senso originario dell'8 marzo. Che oltre alla retorica delle mimose, torni a essere mezzo attraverso il quale denunciare la mancanza di diritti e di parità di genere.
«Oggi mi sembra di aver respirato un po' di quell'aria di rinnovamento che ha attraversato Roma il 26 novembre scorso - spiega Daniela Caselli, presidente di Luna Onlus -. C'è bisogno di un linguaggio nuovo, di una cultura che parta dal basso e che investa l'educazione, la consapevolezza, l'autocoscienza. Il tema centrale resta la lotta alla violenza sulle donne, ma a questa si vanno ad aggiungere tematiche collegate: il reddito, l'autonomia, l'aborto. Come Luna Onlus abbiamo aderito alla piattaforma Non una di meno, che mi piacerebbe attivare anche a livello locale, con un comitato specifico che racchiuda tutte quelle realtà che oggi sono scese per strada: associazioni, sindacati, movimenti, assemblee, cittadine e cittadini». Fiocchi fucsia sulle giacche delle tante ragazze attive nel movimento "Aspettando lotto"; fiocchi sulle sagome femminili di cartone che riportavano i punti dello sciopero delle donne e i nomi e i numeri delle vittime di violenza, a Lucca come nel resto d'Italia. «Abbiamo organizzato una serie di iniziative - raccontano due ragazze di Aspettando lotto, studentesse del liceo scientifico Vallisneri - in attesa del giorno dello sciopero. Parlare di violenza fisica sulle donne è importante, ma è figlia della stessa violenza, dello stesso senso di sopraffazione, anche le altre disparità che le donne si trovano a vivere ogni giorno, in casa, sul lavoro, per strada. A scuola non parliamo direttamente di questi argomenti, ma talvolta li affrontiamo attraverso i temi. Purtroppo c'è ancora molta, troppa, sottovalutazione del problema: si continua a pensare che la violenza riguardi solo chi ne resta vittima e non si capisce di quanto sia culturale e sociale il fenomeno». Valutazione analoga anche per altre due ragazze del liceo delle scienze sociali, così per le rappresentanti della Commissione pari opportunità di Lucca e per i sindacati presenti, Cgil e Usb. «So che l'adesione allo sciopero c'è stata - continua la presidente della Luna, Caselli - nei vari settori ci sono donne che hanno deciso di non lavorare. Lo sciopero è stato uno strumento, un mezzo, per porre l'attenzione sui diritti delle donne». La violenza sulle donne è l'argomento che torna più spesso. Una violenza articolata in una molteplicità di forme e aggredisce tutti i campi dell'esistente: dal lavoro alla salute sessuale e riproduttiva, passando per la formazione e la narrazione mediatica che spesso utilizza strumentalmente i corpi delle donne. Si chiede la necessità di denunciare; si parla del bisogno, non più rimandabile, di fare cultura del rispetto e della libertà, a partire dalle scuole, contro gli stereotipi e linguaggi sessisti e di avviare un piano contro la violenza di genere. Tra le prime violazioni dei diritti umani delle donne, infatti, c'è la violenza, definita dalle Nazioni Unite come "ogni atto di violenza fondata sul genere che abbia come risultato, o che possa probabilmente avere come risultato, un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse minacce, coercizione o privazione arbitraria della libertà che avvenga nella vita pubblica o privata».
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