Il Tirreno

Lucca

Finito il restauro al volto sfregiato della Pupporona

di Flavia Barsotti

Il rossetto usato poteva creare danni permanenti La restauratrice: «Necessario un intervento immediato»

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LUCCA. Il volto della statua della Pupporona è tornato a splendere. Si sono conclusi ieri pomeriggio i lavori di restauro del monumento di piazza San Salvatore dopo che, nella notte fra sabato 25 e domenica 26 febbraio, ignoti avevano tinto di rosso la bocca della Naiade. Uno sfregio che poteva costare caro ad uno dei simboli della nostra città. Quella che, sulle prime, era sembrata una vernice scarlatta, dopo il sopralluogo della restauratrice, Maria Assunta Sebeti, si era invece rivelato rossetto che, per le sue caratteristiche cremose e dense, era penetrato all'interno del marmo, con il rischio di macchiarlo per sempre. «I rossetti sono composti da cere, oli e pigmenti non solubili in acqua - spiega Maria Assunta Sebeti -. Questi ultimi si sono infilati nelle asperità della pietra. Con il calore poi, la cera si scioglie, inglobando sempre più il pigmento all'interno della statua. Non era scontato che venisse così bene». Invece, senza utilizzare solventi, ma servendosi di una polvere assorbente e rimuovendo manualmente il colore a secco, la restauratrice - insieme al suo collaboratore, Pietro Lernetti - è riuscita a togliere tutto, restituendo l'originaria bellezza alla statua dell'Ottocento realizzata su disegno del Nottolini.

«Quando domenica 26 febbraio ho visto la foto della Naiade sfregiata - afferma la donna - ho subito pensato a come intervenire l'indomani. Serviva qualcosa di immediato per limitare il danno». Un lavoro che oggi Maria Assunta Sebeti ammira con orgoglio, continuando - a operazione conclusa - ad osservare la statua e a ripetere «È bellissima». Un onore, per lei, aver riconsegnato la Pupporona ai lucchesi, ma anche «una responsabilità verso qualcosa che, ogni giorno, è sotto gli occhi di tutti, patrimonio e simbolo del centro storico». Una bellezza che, qualche vandalo, aveva provato a strappare alla città. Quando descrive il risultato ottenuto, nelle parole di Maria Assunta Sebeti, c'è tutto l'amore che ripone nel suo mestiere, che porta avanti da ben quarant'anni, collaborando anche con il Comune di Lucca. «Per me è una passione, non un lavoro - sostiene -. È la vita». Negli ultimi due giorni, vedendola all'opera in cima all'impalcatura per ripulire la bocca scarlatta della statua di piazza San Salvatore, molti passanti l'hanno ringraziata, a riprova della sensibilità dei lucchesi. A febbraio, i vandali avevano imbrattato anche la statua di Puccini in piazza Cittadella, ma in quel caso, per la superficie diversa, il lavoro di recupero era stato meno impegnativo. Intanto, le forze dell'ordine continuano ad indagare per dare un nome e un volto ai responsabili.

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