Finanza
Slitta ancora il processo per il crac della Metaform
LUCCA. Ancora una vota un certificato medico presentato dall’imputata costringe il collegio presieduto dal giudice Stefano Billet a rinviare il processo per il crac alla Metaform iniziato alcuni...
LUCCA. Ancora una vota un certificato medico presentato dall’imputata costringe il collegio presieduto dal giudice Stefano Billet a rinviare il processo per il crac alla Metaform iniziato alcuni mesi orsono dopo che il gip aveva deciso il rinvio a giudizio nei confronti di Jolanda Zambon, 53 anni, ex amministratrice della storica azienda fondata nel 1946 dalla famiglia Vincenzi, per anni leader nella produzione e commercializzazione di mobili, accessori e complementi di arredo bagno e materie plastiche per cucina. Proprio l’imputata, accusata di bancarotta semplice, patrimoniale e documentale, non era presente in aula e il suo legale ha consegnato ai giudici un nuovo certificato medico che impedisce all’ex imprenditrice di poter stare in giudizio. Se ne riparlerà tra qualche mese.
Per la procura, l’inchiesta affidata al sostituto procuratore Aldo Ingangi in seguito alla relazione del curatore fallimentare Alessandro Sisti, nel periodo in cui l'azienda versava già in forte crisi economica, Zambon e Vincenzi avrebbero continuato a riconoscersi compensi esorbitanti se commisurati a un fatturato in netto calo: dal 2006 al 2013, ad esempio, i due avrebbero incassato insieme 3,8 milioni di euro. La Metaform è fallita nel 2014, ma già a partire dal 2004 era in forte crisi. Nel 2013, Attilio Zambon - oggi deceduto ma all'epoca legale rappresentante dell'azienda - portò i libri in tribunale chiedendo l'ammissione al concordato preventivo. Vi fu la cessione di un ramo d'azienda che consentì alla Metaform di proseguire l'attività sino al 24 settembre 2014, quando venne dichiarato il fallimento con una perdita di 12,5 milioni di euro.
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