Il dolore
Una corsa a due per la Fondazione Crl
Bertocchini in pole, ma gli industriali vorrebbero Armani
LUCCA. Il D-day è fissato per fine aprile, con tutta probabilità venerdì 28. Sarà in questa data che verrà ufficializzato il nuovo presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, che succederà alla figura carismatica (e anche un po’ “ingombrante, per chi la sostituirà) di Arturo Lattanzi. Al momento le ipotesi per la guida di San Micheletto sono due. La prima individua nell’attuale direttore Marcello Bertocchini una soluzione di continuità con la gestione di Lattanzi. La seconda guarda più a piazza Bernardini, sede di Assindustria, e vede come designato Vittorio Armani.
A decidere, a termine di statuto, saranno i membri dell’organo di indirizzo: quattrodici nomi indicati per metà dall’assemblea dei soci e per metà da enti e realtà socioeconomiche del territorio. A indicare la propria preferenza saranno dunque lo stesso Vittorio Armani, Silvano Bacci, Maria Luisa Catoni, Enrico Castellacci, Mauro Celli, Laura Sartini Citti, Lucia Corrieri Puliti, Alberto Fontana, Ugo Lanfrancotti, Luigi Lippi, Enrico Marzaduri, Marco Porciani, Gaetano Raspini, Alberto Vannucci.
Al di là dei nomi dei candidati, il punto “politico” è che per la prima volta dopo anni ci sono due linee che si confrontano e si scontrano. Avvisaglie c’erano stata anche nei mesi scorsi, nelle discussioni sui documenti di bilancio e di previsione programmatica che “disegnano” l’attività della Fondazione sul territorio. Poi, ad aprile scorso, il testa a testa per l’elezione di un componente nell’Organo di indirizzo dopo le dimissioni di Umberto Tenucci. Da una parte il primario di pediatria Raffaele Domenici, più vicino al presidente Lattanzi. Dall’altra l’assicuratore Marco Porciani, che godeva dell’appoggio di Assindustria. Alla fine la corsa si è chiusa con la vittoria di quest’ultimo, e con la consapevolezza che la competizione si sarebbe potuta ripetere, con altri nomi, per il posto più pesante della Fondazione.
Ora che il tempo stringe i contatti si fanno frenetici. E per la parte “lattanziana” la scelta sembrerebbe essere caduta su Bertocchini che, a partire dal 2011, è stato l’insostituibile braccio operativo (insieme al direttore tecnico Franco Mungai) del presidente Lattanzi. Ovviamente, se Bertocchini fosse alla fine designato si aprirebbe la questione della sua successione alla guida della struttura tecnica di San Micheletto.
Eppure proprio questo aspetto sta al centro di una delle obiezioni che vengono messe sul piatto dalla sponda degli industriali. Che sottolineano come, dal loro punto di vista, la soluzione ottimale sarebbe un “ticket” fra Bertocchini, nel ruolo però di direttore e un altro presidente, con tutta probabilità l’ex direttore di Palazzo Bernardini Vittorio Armani.
Questo lo scenario al momento. Ci sarà da capire se, alla fine, il dissidio potrà essere ricomposto, almeno nel voto finale, su uno dei due nomi. O se - come non è escluso a priori in scenari del genere - ci sarà un “terzo incomodo” che possa mettere d’accordo le due parti. Meno di due mesi, comunque, e tutte le carte saranno squadernata sul tavolo.
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