Il Tirreno

Lucca

Pochi stalli per i dipendenti code e caos all’ospedale

Pochi stalli per i dipendenti code e caos all’ospedale

Al cambio di turno scoppia il pandemonio tra chi entra e chi esce dal lavoro Il sindacato Uil: «Mancano parcheggi, l’azienda deve trovare una soluzione»

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LUCCA. Il parcheggio per i dipendenti è pieno, al cambio di turno scoppia il caos. Scene di ordinaria confusione all’ospedale San Luca: sono quelle che si verificano quasi quotidianamente alle ore 14, nel momento del cambio di turno del personale. I dipendenti della struttura hanno a disposizione circa 380 posti, divisi su due parcheggi. A quanto pare, però, non sono sufficienti e la cosa diventa del tutto evidente quando al cambio di turno tra chi entra e chi esce, ovvero tra il personale in servizio la mattina e quello impiegato nel pomeriggio.

Se l’area di sosta è al completo il semaforo resta rosso e la sbarra non si alza. Così le auto dei dipendenti che devono entrare al lavoro, creano una coda che poco a poco diventa sempre più lunga. E ogni tanto arriva ad intralciare il passaggio delle auto che devono scendere un paziente davanti all’ingresso. La questione è annosa ed è emersa già dalla metà del 2014, ovvero da quando l’ospedale è stato aperto. Per il sindacato c’è stata una sottovalutazione di una cinquantina di posti in fase di progetto, ma l’azienda dice di aver rispettato i parametri di legge. «La questione è semplice – spiega Pietro Casciani, sindacalista della Uil – Se i dipendenti che escono dal lavoro tardano un pochino si crea il caos alla sbarra e scoppiano le tensioni. Per ovviare al problema avevamo proposto all’azienda di trasformare l’area dell’elisuperficie in un parcheggio, visto che al momento è inutilizzabile. Ma in attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato non hanno preso ancora una decisione».

Così i dipendenti dell’ospedale il più delle volte sono costretti a cercare parcheggio negli stalli pubblici (che però a quell’ora sono spesso pieni) o a lasciare l’auto in divieto di sosta, con il rischio di prendere la multa. C’è un’altra soluzione: il parcheggio a pagamento gestito dall’Apcoa. I dipendenti dell’Asl, così come i lavoratori delle cooperative in appalto, hanno diritto ad una sorta di abbonamento a prezzi “calmierati”: 30 euro al mese. Inizialmente il prezzo era fissato a 10 euro ma visti gli scarsi guadagni il concessionario ha deciso di triplicarlo. «Vi sembra possibile che per andare a lavoro si debbano pagare 30 euro? – sbotta Casciani – L’8 marzo è la festa della donna e visto che molti dipendenti dell’ospedale sono donne sarebbe un gesto di attenzione e cortesia anche nei loro confronti».

Gianni Parrini

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