Il Tirreno

Lucca

Le botteghe artigianali rivivono in casermetta

Le botteghe artigianali rivivono in casermetta

Inaugurato in Santa Croce l’Arcangelo, progetto nato dall’idea del pittore lucchese Giovanni Lorenzetti

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LUCCA. Ci siamo. Finalmente il giorno fatidico è arrivato, trasformando in realtà il sogno di un artista che ha fatto della pittura la propria ragione di vita. Un sogno che si chiama "L'Arcangelo" e si traduce in bottega artistica artigiana che da ieri ha preso forma nella casermetta Santa Croce, sulle Mura di Lucca, nata grazie all'associazione "La casa delle sette arti" di Confartigianato presieduta da Costante Martinucci e con il supporto del Comune di Lucca. Non sta più nella pelle il suo ideatore, il pittore lucchese Giovanni Lorenzetti nel constatare la realizzazione di un progetto che inseguiva da anni come una chimera. E quasi ancora stenta a credere di essere riuscito a ricostruire quella bottega in stile rinascimentale che da sempre aveva in testa, dove si potranno imparare i segreti della pittura, del mosaico, della vetrata, tecniche incisorie e stampa.

Il taglio del nastro andato in scena alle 11.30 con tante autorità e decine di cittadini, tra i quali spiccavano artisti del calibro di Riccardo Benvenuti, Giampaolo Bianchi, Roberto Fontirossi e Fabio Grida.

«Siamo certi che l'impresa andrà a buon fine - ha detto il direttore di Confartigianato Roberto Favilla che vede nel progetto eccellenti opportunità lavorative per tanti giovani - anche se non tutti potranno diventare artisti famosi, per molti ci saranno occasioni di intraprendere attività artigianali come incisione, falegnameria, intarsio, restauro, decoro e anche arte funeraria».

Rispolverato quindi un disegno di Confartigianato iniziato una ventina di anni fa al castello di Porta San Donato, poi sospeso per riprendere oggi più forte che mai. L'obiettivo è il medesimo: la valorizzazione dell'artigianato e la riscoperta di una delle tradizioni più radicate sul tessuto lucchese, qual è l'arte, eseguita con le tecniche del passato che da sempre appassionano gli estimatori più qualificati. Concetto ribadito da Walter Rinaldi, già preside del liceo artistico Passaglia, il quale vede di buon occhio l'accostamento delle tecniche antiche con le tecnologie più all'avanguardia che consentirebbero di «reinventare il passato con lo sguardo rivolto al futuro». Secondo il sindaco Alessandro Tambellini, la folla intervenuta all'inaugurazione, nonostante le pessime condizioni meteo, è la dimostrazione dell'interesse dei cittadini verso un'iniziativa che darà lustro alla città e, chissà, potrebbe essere lo stimolo per un disegno più ampio che riguarderebbe la zona della Fratta e in particolare via dei Fossi, per secoli culla dell'artigianato lucchese, con tante botteghe che si affacciavano lungo il corso d'acqua cittadino. Staremo a vedere. Il nodo da sciogliere sembra siano i proprietari dei fondi, inutilizzati da anni che stentano ad affittare. Ma, come si dice, la speranza è l'ultima a morire e si spera di arrivare a concretizzare un progetto che potrebbe diventare di attrazione turistica.

Rossella Lucchesi

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