La manifestazione
«Il rispetto è dovuto ogni giorno»
Don Franco Cerri: ho udito uomini maltrattare le proprie mogli
LUCCA. «A me sembra più che mai importante dare molto rilievo, soprattutto quest'anno, alla festa dell’8 marzo, dopo la serie impressionante di femminicidi che avvengono quasi ogni giorno, senza dire delle violenze,minacce e offese alle donne, che si consumano nelle famiglie, nei luoghi di lavoro, nelle relazioni sociali in genere. Non si è ancora imparato a rispettare la donna, come persona che ha la stessa dignità dell'uomo. È insopportabile che avvengano certi fatti contro la donna». Inizia così la riflessione di don Franco Cerri, parroco di Lunata, sul valore della festa della donna. Il sacerdote insiste sul rispetto che è dovuto a ogni donna in ogni giorno dell’anno, «sia ella sposa o madre o sorella o compagna o collega di lavoro o qualsiasi incarico ricopra. Sarebbe ora che dappertutto si considerasse il lavoro femminile allo stesso livello di quello maschile. Ma anche il lavoro casalingo dovrebbe essere considerato importante, come è. Donne che in silenzio "si rompono le ossa" da mattino a sera per fare contenti i familiari, a volte senza sentirsi dire neppure grazie».
«Il rispetto verso la donna si impara fin da bambini, guardando come il padre si comporta con la madre. Mi è capitato di ascoltare direttamente le offese che un uomo rivolgeva a sua moglie, davanti ai bambini, trattandola come una che non fa nulla, non lavora, quando era una donna che faticava tutto il giorno accudendo marito e figli. Ma il marito faceva pesare il fatto che lui andava a lavorare, che lui portava soldi a casa. Roba da osteria. Un bambino che assiste a scene del genere, che cosa può imparare, quale idea si fa del padre? Quale rispetto impara da avere verso la madre? Bisogna cambiare mentalità, con la collaborazione di tutti, donne comprese».
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