Il Tirreno

Lucca

Ritrova il portafogli col biglietto del padre e una banconota da 50

di Barbara Antoni
Ritrova il portafogli col biglietto del padre e una banconota da 50

Lucca: dopo l’appello, il ladro lo ha nascosto fra i prodotti in un negozio. La derubata: triste che una persona rischi la galera per pochi euro

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LUCCA. Non credeva alle sue orecchie Maria Letizia Pasquinelli, insegnante della scuola media Da Vinci, quando ha ricevuto la telefonata in cui le annunciavano il ritrovamento del portafogli che le era stato rubato in un negozio del centro, mentre si provava un capo di abbigliamento. Soprattutto che era stato ritrovato con al suo interno il biglietto plastificato, un ricordo del padre, per il quale l’insegnante lucchese aveva lanciato un appello tramite le cronache del Tirreno. L’appello accorato di una persona disperata: in quel bigliettino bianco c’erano frasi che suo padre le aveva scritto e dedicato il giorno della laurea, nel 1997. Un ricordo prezioso, un valore affettivo smisurato.

Nel portafogli c’erano anche documenti, carte di credito e novanta euro in contanti: una banconota da cinquanta e due da venti. Con sorpresa, nel portafogli ritrovato dietro ad alcuni prodotti su uno stand del punto vendita Ipersoap in via San Paolino, c’erano - oltre il biglietto, i documenti e le carte - anche cinquanta euro in un’unica banconota.

«Un dato che fa riflettere - spiega la signora Pasquinelli -. Mi fa pensare che chi si è appropriato del mio portafogli mentre mi trovavo nel negozio fosse una persona che aveva bisogno di soldi magari per fare la spesa, per dare da mangiare ai propri figli. Magari una mamma. Non mi spiego altrimenti il fatto che dentro al portafogli sia stata lasciata la banconota da cinquanta euro. Come se chi me lo ha sottratto stesse cercando solo una cifra limitata».

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La telefonata per avvertirla del ritrovamento è arrivata direttamente dal negozio: «Il portafogli - spiega la signora Pasquinelli - era stato nascosto dietro alcuni flaconi di sapone intimo sul piano di uno scaffale». Grazie ai documenti che vi erano contenuti, risalire al legittimo proprietario è stato facile.

«Quella che mi è accaduta per un verso è una storia bella, perché ho riavuto il biglietto di mio padre - aggiunge l’insegnante -, ma per un altro è tristissima, perché è triste pensare che qualcuno addirittura rischi la galera perché ha bisogno di quaranta euro».

Per il furto subito, la donna aveva anche fatto denuncia ai carabinieri. La disavventura si è consumata nell’arco di quarantotto ore, con lieto fine quanto al ritrovamento del biglietto. La signora Pasquinelli ringrazia quanti hanno contribuito «a farmi tornare in possesso del biglietto di mio padre».

 

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