Finanza
Le Rsa vanno a Proges Ok dal Consiglio di Stato
C’è l’ultima parola sulla contesa dell’appalto fra le prime due società in graduatoria Tensione fra il personale: gli addetti lavorano a orario ridotto. E 15 sono da ricollocare
LUCCA. Il Consiglio di Stato ha scritto la parola fine sul maxi appalto comunale da 12 milioni di euro per la gestione delle rsa "Pia casa" e "Centro anziani di Monte San Quirico".
La cooperativa sociale "Proges arl" è il legittimo gestore della struttura comunale di assistenza. Dopo alterne vicende giudiziarie ieri la sentenza definitiva dei giudici amministrativi. Già il Tar di Firenze l'estate scorsa aveva annullato la gara per gravi violazioni del disciplinare di gara da parte della società che era prima in graduatoria e alla quale era stato affidato il servizio. Dopo l'esclusione dall'appalto della società "Agorà onlus" il Comune di Lucca nel mese di novembre scorso aveva disposto l'aggiudicazione del servizio in favore della cooperativa "Proges" recependo la sentenza del Tar. Ieri mattina il Consiglio di Stato si è espresso sulla vicenda respingendo l'appello di "Agorà". Si legge infatti nella sentenza numero 00976/2017: «Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sull'appello, come in epigrafe proposto, respinge l'appello e, per l'effetto, conferma, anche se con argomenti parzialmente diversi, la sentenza di primo grado che ha accolto il ricorso di primo grado». Al centro dell'iter giudiziario la mancata presentazione di adeguate garanzie bancarie da parte di "Agorà". La sentenza di ieri ha chiarito definitivamente la questione: «Nel caso di specie - scrivono i giudici del Consiglio di Stato - come ha correttamente rilevato la difesa dell'appellata "Pro.ges", tuttavia, l'appellante non ha mai fornito, né in primo, né in secondo grado, alcuna adeguata prova in merito all'effettivo possesso del requisito, in quanto non ha provveduto a depositare in giudizio alcuna dichiarazione integrativa da parte della banca Unipol conforme alla clausola di cui all'art. 5, punto 3 del disciplinare, e ciò sebbene fosse stata depositata in giudizio da parte della Pro.ges la documentazione diretta a dimostrare la sussistenza di difficoltà finanziarie in cui versava, tanto da non riuscire a pagare da alcuni mesi neppure i salari dei propri dipendenti. Ciò porta a ritenere, presuntivamente, che, anche nel caso di eventuale attivazione del procedimento istruttorio, sarebbe rimasto indimostrato l'effettivo possesso dei requisiti necessari per l'ammissione alla gara; in ogni caso, il mancato rispetto del principio dell'onere della prova comporta, come naturale conseguenza, la mancata valutazione da parte del giudice dei fatti posti a fondamento della pretesa, con conseguente imputabilità all'appellante della mancata attivazione del soccorso istruttorio in sede processuale».
In serata, ieri, i sindacati hanno incontrato Proges. «Un incontro interlocutorio - spiega Michele Massari della Cgil -. Abbiamo chiesto che vengano rivisti gli orari di lavoro dei dipendenti delle Rsa, che da tempo non lavorano a orario pieno. Proges si è impegnata a condurre la verifica». I 15 dipendenti considerati in esubero al momento sono in regime di Naspi. I sindacati chiederanno anche un incontro con la prefettura affinché sia questo organismo a condurre la supervisione sul progetto di reimpiego dei dipendenti in esubero in appalti dell’amministrazione comunale. La tensione insomma, dal punto di vista occupazionale, è ancora alta.
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