La manifestazione
La meglio gioventù? I giovani di Maria Eletta
A fine anni ’90 si ritrovavano nella casa di San Marco per discutere di politica. Nel 2003 viaggio a Roma
LUCCA. Sono un gruppetto di 10-15 persone, hanno tra i 40 e i 50 anni e si occupano – a vari livelli – di politica, di chiesa e più in generale di società. Sono i cosiddetti “ragazzi di Maria Eletta”, un gruppo di ex giovani, che tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio, prese a frequentare la casa di San Marco, dove la parlamentare metteva a disposizione libri ed esperienza. Tra loro c’era anche Lorenzo Maffei, giornalista di Toscana Oggi, che ricorda con piacere quella stagione. «Maria Eletta sentiva il bisogno di trasmettere alle nuove generazioni il valore dell’ispirazione cristiana nel fare politica – racconta – Raccolse attorno a sè un folto numero di allora ventenni, quasi tutti studenti universitari attivi nell’ambito del volontariato e del mondo ecclesiale. C’erano libri, fotocopie di tesi e altro materiale che raccontava l'impegno dei cattolici in politica, dal non expedit fino a ai giorni nostri. Ripercorrevamo le storie di tanti cristiani attivi in politica: Alcide de Gasperi, Giorgio la Pira, Giuseppe Dossetti. Il suo era un modo di trasmettere passioni e conoscenze molto semplice: si sedeva di fianco a noi e dialogavamo, alla pari. A volte anche su questioni di attualità, dove magari venivano fuori opinioni diverse. In questi incontri Maria Eletta era animata da una sorta di sana inquietudine, una sensazione positiva che ci spingeva ad approfondire e a capire meglio la storia repubblicana».
Ci fu un momento però, in cui questa sua passione lasciò il posto a qualcosa d’altro: un sentimento personale e dolente. «Fu quando ci parlò di Aldo Moro e del suo rapimento – racconta Maffei – Lo conosceva e apparteneva alla sua corrente all’interno della Dc. Si soffermò a lungo sul racconto di quel maggio del ’78, ma non espresse giudizi. Per una volta, però, la sua sana inquietudine si trasformò in angoscia e lì capimmo che quell’episodio l’aveva segnata».
Tra i momenti c’è la trasferta a Roma del 2003. «Era il periodo della seconda guerra statunitense in Iraq – ricorda Maffei – Discutevano di quello che stava accadendo e Maria Eletta ci pose come problema di coscienza il ruolo dell'Italia. Fummo d'accordo nel pronunciare un fermo no al conflitto. In quei giorni la personalità che maggiormente si spese per opporsi alla soluzione bellica fu l’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Un giorno, ragionando di questi temi, accennammo al fatto che ci sarebbe piaciuto interloquire proprio con Scalfaro. Ci parve una cosa azzardata e lì per lì Maria Eletta non disse niente. Qualche giorno dopo chiamò: «Andiamo a Roma a parlare col presidente emerito. Fu una bellissima esperienza anche perché, grazie all’aiuto dell’onorevole Rafaella Mariani, avemmo l’opportunità di visitare la Camera». Nel gruppetto dei giovani di Maria Eletta c’erano l’attuale consigliere regionale Marco Niccolai, l’assessore di Capannori Gabriele Bovè e poi Nicola Pardini, Giacomo Scardigli e molti altri. (g.p.)
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