La manifestazione
Il retroscena dell’incontro con Perini
Baccelli portò Cossiga nella fabbrica Voleva mostrare una Lucca laboriosa
LUCCA. «Sono il primo impiegato dell'azienda» disse il patron Fabio Perini al Presidente della Repubblica in visita alla sua fabbrica. «Federico il Grande diceva: sono il primo impiegato dello Stato» rispose Cossiga in uno scambio di battute colto dal cronista del Tirreno Dante Donati. Una visita all'azienda che ancora oggi, nel settore cartario, ha resistito anche alla crisi economica iniziata nel 2008. E che Cossiga giudicò come «azienda che onorava l'Italia valorizzando il rapporto tra scuola e mondo del lavoro».
A volere Cossiga, nel 1986, alle Officine Perini fu il primo cittadino Piero Baccelli. «Nel preparare l’intera visita mio padre, eletto da poco a sindaco, era entusiasta - ricorda il figlio Stefano Baccelli -. Pensava ad una visita di prestigio mostrando una Lucca laboriosa e più in generale voleva mostrare al Presidente l’eccellenza del suo sistema produttivo». All’epoca, mentre la Cantoni aveva 900 lavoratori a rischio licenziamento, le Officine Perini rappresentavano l’innovazione che guardava al futuro. E Fabio Perini incarnava il mito dell’imprenditore geniale e illuminato.
Il Capo dello Stato entrò nell’ufficio progettazione, dove prese conoscenza delle alte tecnologie usate in fabbrica. Quindi attraversò i reparti con gli operai che lavoravano per mostrare al Presidente la fabbrica nella sua vita d’ogni giorno. Poi, come si legge nella cronaca del nostro giornale, presero la parola due operai. E Cossiga li chiamò «cari amici». Quella visita non fu dimenticata da Fabio Perini. «Mio padre, poco tempo dopo, stava sondando il terreno con le aziende lucchesi per capire la loro disponibilità a sponsorizzare la Lucchese calcio - racconta ancora Stefano Baccelli -. Perini gli disse di non avere alcun interesse, anche per il carattere già molto internazionale dell’azienda, ad avere un ritorno di immagine a livello locale. Ancora meno per la squadra di calcio. Sembrava il preludio ad una risposta negativa, ma Perini lo sorprese. Non solo fornì un contributo importante per la Lucchese, ma spiegò di non aver dimenticato la scelta fatta poco tempo prima durante la visita di Cossiga».
Lucca del 1986 era operosa, certo, ma non ancora una meta turistica ambita e riconosciuta a livello internazionale come oggi. «Vero, ma grazie anche al lavoro delle istituzioni, molto è cambiato da allora - spiega ancora Baccelli -. Lucca, poi, è da un lungo periodo al centro anche di eventi internazionali. Si pensi al G7 dei ministri degli esteri tra un mese. Perché? Prima di tutto per la sua bellezza e il suo fascino ma anche perché, dal punto di vista logistico, è un’ottima sede sotto ogni punto di vista». (a.b.)
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