Il Tirreno

Lucca

I tiepidi lucchesi si sciolgono per il Capo dello Stato

di ALESSANDRO BIENTINESI
I tiepidi lucchesi si sciolgono per il Capo dello Stato

Tra il disastro di Chernobyl e il post 11 settembre le visite di Cossiga e Ciampi accomunate dal calore della gente

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di ALESSANDRO BIENTINESI

La nube radioattiva di Chernobyl. E la preoccupazione per una vertenza che avrebbe messo a rischio 900 posti di lavoro. Paura e incertezza ad un anno esatto dagli attentati delle Torri Gemelle a New York e ancora il tema del lavoro in primo piano, ma questa volta per le morti bianche nelle aziende lucchesi. Dal 1986 al 2002, anni delle visite di Francesco Cossiga e Carlo Azeglio Ciampi, sono cambiati gli scenari internazionali e i temi, in particolare quelli del lavoro, che riguardano la città. Lucca, però, sembra, almeno nelle cronache del nostro giornale, non cambiare mai nel modo di aprirsi ai vari capi di Stato. «I lucchesi di solito assai freddi hanno decretato una inaspettata calorosa accoglienza al capo dello Stato» si legge in un pezzo che parla del bagno di folla che, tra piazza San Michele e palazzo Orsetti, accolse Cossiga. «Ovazione per Carlo Azeglio e Franca. I tiepidi lucchesi si sciolgono per quella coppia così schietta e umana». Dai preparativi di questi giorni anche Sergio Matterella potrebbe ricevere lo stesso "abbraccio" dalla città.

Cossiga tra nucleare, operai e volontariato. Nel 1986, però, sul nostro giornale molti articoli erano dedicati alla grande paura nucleare. Appena due settimane prima l'arrivo di Cossiga a Lucca, infatti, in Ucraina ci fu il disastro di Chernobyl. “Panico nucleare a Kiev, esodo dall'Ucraina” uno dei titoli scelti dal nostro giornale. Francesco Cossiga arrivò a Lucca l'8 maggio e l'intervento su quanto stava accadendo nell'allora Unione Sovietica fu inevitabile. «L'incidente al reattore nucleare di Chernobyl non deve arrestare le vie del progresso» dichiarò l'allora capo di Stato a palazzo Orsetti, rispondendo alla preoccupazione della comunità lucchese espresse per loro conto dal sindaco Piero Baccelli per il «pericolo nucleare che non conosce frontiere». Cossiga aggiunse anche che «sarebbe stato temerario non trarre insegnamento da quanto accaduto, ma l'uomo non avrebbe dovuto farsi arrestare sulla via del progresso».

In piazza San Michele, quel maggio 1986, era di forte attualità anche il tema del lavoro. Il capo dello Stato, infatti, toccò con mano la grave situazione esistente alla Cantoni, la più grande azienda cittadina di allora dove su 1500 occupati quasi 900 erano a rischio licenziamento. «Al passaggio del Presidente molte le richieste avanzate dai lavoratori per un suo interessamento - si legge nella cronaca del Tirreno -. Arrivato a palazzo Orsetti, dopo essersi fermato a salutare anche molti bambini delle scuole, Cossiga è stato accolto dalla giunta al completo. Il sindaco Piero Baccelli nel suo discorso ha messo l'accento sulla gravità della crisi Cantoni, poi ha toccato i punti più importanti della nostra realtà». Tra questi si parlò anche della mancata statizzazione dell'istituto musicale Boccherini. Bene, a distanza di oltre trent'anni il nodo non è ancora stato sciolto ed è, incredibile ma vero, argomento di discussione della settima commissione del Senato ancora oggi.

Il rovescio positivo della medaglia, sul piano del lavoro, fu toccato con mano da Cossiga nella sua visita, durata in totale due giorni a differenza delle sei ore che Sergio Mattarella passerà oggi in città, alle Officine Perini (più nel dettaglio nel pezzo a lato). Altro tema che Il Tirreno trattò a corredo della visita di Cossiga fu quello della pulizia della città. Lucca non era ancora una meta turistica così ambita e conosciuta come lo è oggi. I turisti stranieri praticamente non si vedevano. Altra epoca, certo, ma anche un'attenzione diversa alla cura e pulizia delle pubbliche piazze cittadine. Tanto che nelle nostre cronache, in una vignetta satirica pubblicata in quei giorni, il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga è ai piedi delle Mura, bussa e chiede. «Siete pronti?». Dall'alto risponde una voce che sembra trafelata. «Un attimino, che finiamo di passare l'aspirapolvere». Il commento di Marco Innocenti come caposervizio all’epoca della redazione di Lucca del Tirreno, fu altrettanto pungente. «Per vedere tutto il centro storico pulito nuovamente, ora bisogna che venga il Papa». Fu profetico. Giovanni Paolo II arrivò a Lucca esattamente tre anni più tardi. Cossiga cenò, poi, al Caffè delle Mura e nel suo secondo giorno di visita a Lucca partecipò al convegno sul volontariato, di cui Maria Eletta Martini, che sarà omaggiata anche dall'attuale inquilino del Quirinale Sergio Mattarella, fu una delle principali ispiratrici. «Il volontariato è il sintomo di un paese vitale - si legge nel resoconto delle parole di Cossiga scritto da Paola Taddeucci -. E i volontari vogliono avere il senso del cambiamento delle culture e dei livelli scientifici anche se tutte le loro iniziative vengono spesso frenate da una legislazione troppo rigida».

Ciampi e il suo legame con la città. Carlo Azeglio Ciampi arrivò a Lucca (da Pistoia) nella serata del 17 settembre 2002. Completamente diverso il panorama internazionale rispetto al 1986, anche se dalla paura nucleare, sempre collegata alla Guerra Fredda, il mondo da un anno si era scoperto vulnerabile. Due giorni prima della visita a Lucca, infatti, Ciampi tenne un discorso per ricordare, ad un anno di distanza, gli attentati agli Stati Uniti d'America. Anche se in città gli argomenti trattati furono altri e di terrorismo non si parlò. Anche se il volontariato, come fu con Cossiga e come sarà con Matteralla, era al centro della visita presidenziale. «Quella cultura con radici religiose e laiche è stata fonte di ispirazione per le vostre 500 associazioni di volontariato - dichiarò Ciampi nel 2002 -. Forse un primato in tutta Italia». Anche il lavoro è sempre un tema caldo. «Presidente, ci aiuti a rendere più sicure le condizioni del lavoro nelle fabbriche» fu l’appello partito da alcuni rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza di alcune aziende lucchesi. Con i sindacati che, come nel 1986, illustrarono il quadro dei tagli occupazionali, a partire dalla Manifattura Tabacchi, che in effetti “sparì” due anni più tardi da Lucca.

Protagonista di quella visita fu anche la moglie del capo dello Stato, Franca Pilla. «Quanto amore per questa donna. Che bella scultura, perché è qui quasi nascosta?» disse nel 2002 in visita al sarcofago di Ilaria del Carretto, tappa prevista anche di Mattarella. Lady Franca che, con un fuori programma, visitò in auto le Mura fino a scendere alla Casa del Boia, la cui storia l’aveva particolarmente affascinata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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